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Remuzzi primario emerito: “Conoscenza, dedizione e buon senso salvano vite”

Premiato durante la cerimonia organizzata dall'ospedale Papa Giovanni per il 20esimo anniversario del primo adulto trapiantato di fegato a Bergamo

Prestigioso riconoscimento per Giuseppe Remuzzi, insignito del titolo di primario emerito a conclusione di ‘BeLivers’, la cerimonia organizzata dall’ospedale Papa Giovanni XIII in occasione del 20esimo anniversario del primo adulto trapiantato di fegato a Bergamo e del 15esimo di fondazione dell’Associazione Amici del Trapianto.

Una cerimonia ricca di storie professionali e personali, tra ospedale e territorio in cui Remuzzi, nel suo intervento conclusivo, ha evidenziato con orgoglio il significato della competenza, il senso della professionalità medica ed infermieristica (“le vite si salvano così, con le conoscenze, la dedizione ed il buon senso, non con la burocrazia”).

Remuzzi – che un collega non certo meno valoroso come Alessandro Rambaldi ha definito “eccezionale per risultati scientifici, visione globale e capacità organizzative” – ha poi sottolineato l’importanza della continuità tra i “vecchi” ed i giovani medici e del recupero di risorse economiche derivanti dalla chiusura delle piccole strutture, e che il sistema sanità trarrebbe grandi benefici dalla trasformazione degli ospedali pubblici in imprese private. O che, quantomeno, i primi potessero agire con le logiche e gli strumenti giuridici delle seconde.

“Opinioni forti” le ha definite il direttore generale dell’ospedale Maria Beatrice Stasi, consegnandogli la targa d’onore. Con forte pragmatismo Remuzzi ha definito il servizio sanitario nazionale come “la cosa più preziosa che abbiamo da difendere” perché riconosce a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro reddito, il diritto ad essere curati.

La cerimonia svoltasi all’auditorium Parenzan del Papa Giovanni si è aperta anche con le dichiarazioni del sindaco di Bergamo Giorgio Gori (“orgoglioso di questa eccellenza bergamasca”), dell’assessore regionale Claudia Terzi e del presidente dell’Associazione Amici del trapianto di fegato Marco Bozzoli. Tutti hanno evidenziato l’importanza dell’informazione per favorire la cultura della donazione e l’abbattimento dell’opposizione mediante adeguamenti normativi.

Hanno raccontato la storia dei trapianti il direttore sanitario Fabio Pezzoli (“dopo una carrellata sulla storia bergamasca dei trapianti, ha evidenziato come nella nostra provincia ci sia il minor numero di oppositori, grazie anche ad una corretta informazione) e il direttore del Centro Nazionale trapianti Massimo Cardillo che ha definito Bergamo “eccellenza della trapiantologia italiana: qui negli anni Settanta è nata la donazione, qui si coniugano assistenza e ricerca, qui è nato il trapianto split di fegato e di doppio rene”.

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