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Inaugurato il Donizetti Opera Festival: lasciamoci contagiare dalla bella musica

Due le regine sul palco: Carmela Remigio, artista in residenza del Festival, la Lucrezia che tutti stavamo aspettando, e Marta Torbidoni, già amata protagonista nello spettacolo “La luna” della Donizetti Night 2019.

Per il quinto anno consecutivo, Gaetano Donizetti è tornato in città portando con sé il suo tesoro più prezioso, la propria musica. La ascoltiamo nei teatri, la percepiamo per le strade di Bergamo. Per tre settimane il Donizetti Opera Festival renderà omaggio al suo cittadino più illustre.

Nella serata di giovedì 14 novembre, al Teatro Sociale di città alta, il Gala Inaugurale ha messo in chiaro cosa aspettarsi da questo Festival: alto livello artistico dei cantanti e colpi di scena al limite dello stupore.

È stato Francesco Micheli, direttore artistico della rassegna, a fare gli onori di casa. Con lui sul palco, Giulia Stucchi, ambasciatrice donizettiana, portavoce di “Terra tra le mani”, progetto promosso dalla Cooperativa Impresa Sociale Ruha, per sviluppare l’imprenditoria femminile in Senegal. “L’obiettivo di questa iniziativa – dice la Stucchi – è quello di dare supporto a cento donne e sviluppare la cultura dell’imprenditorialità”.

foto Gianfranco Rota
 Gala inaugurale al Teatro Sociale di Bergamo (crediti Gianfranco Rota)

È stata una scelta corretta e significativa quella di iniziare il festival con questo messaggio: la musica può arrivare molto lontano, la musica genera bellezza. E se si parla di “mamma Opera”, come in questo caso, non si può fare a meno di dire che sono le donne ad essere le protagoniste in scena. Due le regine sul palco: Carmela Remigio, artista in residenza del Festival, la Lucrezia che tutti stavamo aspettando, e Marta Torbidoni, già amata protagonista nello spettacolo “La luna” della Donizetti Night 2019.

La Remigio in abito lungo argentato, la Torbidoni in abito prima verde, poi rosso, sono state Anna e Giovanna. Era impossibile distogliere lo sguardo dalle due cantanti mentre “Sul tuo capo aggravi”, dall’atto secondo di “Anna Bolena”, una delle opere più celebri del compositore orobico.

Proprio come una magia, hanno stregato il pubblico. Del resto, è stato proprio il veleno, come arma letale e elisir incantato a fare da fil rouge della serata. Sul palco una grande orchestra, la Sinfonica Nazionale della Rai, che ha aperto le danze la Sinfonia tratta da “Luisa Miller” di Giuseppe Verdi. L’arduo compito di impugnare la bacchetta è stato affidato anche quest’anno a Riccardo Frizza, che salirà sul podio il 22 novembre per dirigere “Lucrezia Borgia”, forse il titolo più atteso di questa stagione.

foto Gianfranco Rota
 Gala inaugurale al Teatro Sociale di Bergamo (crediti Gianfranco Rota)

A seguire il più classico dei classici. Tratto da “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, il baritono Florian Sempey ha interpretato “Largo al Factotum”, dimostrando talento e grandi capacità espressive. Sempey è stato un perfetto “Figaro”, frizzante al punto giusto e coinvolgente.

La serata è stata arricchita dalla presenza sul palco di un altro grande artista, il baritono Alessandro Corbelli, uno dei più famosi interpreti rossiniani e mozartiani. Il suo omaggio a Donizetti è stato significativo. Per l’occasione ha vestito i panni del dottor Dulcamara, il medico cialtrone de “L’elisir d’amore”. Sul palco insieme a Corbelli, il tenore Konu Kim, che è stato Nemorino, ragazzo disperatamente innamorato di Adina. I due cantanti, complici alla perfezione, hanno continuato a interpretare i loro ruoli anche dopo l’esecuzione e gli applausi del pubblico.

foto Gianfranco Rota
 Gala inaugurale al Teatro Sociale di Bergamo (crediti Gianfranco Rota)

La serata si è conclusa con un bis d’obbligo, un’aria tratta da “L’elisir d’amore”, il filtro più potente di tutti.

Il Donizetti Opera Festival è ufficialmente iniziato. Si preannunciano tre settimane interessanti. Lasciamoci contagiare dalla musica.

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