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Reinserire detenuti nella società: al carcere di Bergamo arriva lo sportello Garante

Inaugurato mercoledì mattina al penitenziario di via Gleno. La direttrice Mazzotta: "Tuteliamo i diritti dei reclusi"

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Aiutare i detenuti che necessitano di assistenza medica e favorire il loro inserimento nel mondo lavorativo, anche una volta usciti dal carcere. Sono alcuni degli obiettivi dello sportello del Garante regionale dei detenuti, inaugurato mercoledì mattina al penitenziario di via Gleno.

Alla cerimonia era presente Carlo Lio, difensore regionale della Lombardia e, in particolare, Garante dei detenuti, accolto dal direttore della casa circondariale Teresa Mazzotta, accompagnata dall’assistente Capo di Polizia Penitenziaria Ivano Zappa.

Lo sportello, creato in attuazione della legge regionale numero 18/2010, è un ufficio che, in sinergia con il Garante Comunale dei detenuti, offre ai reclusi e ai loro familiari, in quanto utenti dei servizi pubblici regionali, un supporto amministrativo per il disbrigo di pratiche in materia sanitaria, previdenziale, tributaria e nell’ambito della formazione professionale e dell’inserimento lavorativo.

Ma non solo, perchè la finalità è anche quella di accompagnare la persona, una volta terminata la pena da scontare, nel reinserimento in società, restituendogli dignità e allontanandola dai pericoli della recidiva. Ciò si traduce in una garanzia di sicurezza per tutta la collettività.

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Soddisfatta la direttrice Mazzotta: “L’apertura dello sportello di Bergamo si inquadra in una programmazione regionale finalizzata a tutelare i diritti delle persone soggette a restrizione della libertà personale”.

Il Garante Lio ha spiegato le finalità dell’iniziativa: “L’ufficio si rivolgerà principalmente ai detenuti che, per problemi di indigenza, non hanno possibilità di ricevere consulenze dai professionisti operanti nei singoli settori. Mensilmente sarò presente a Bergamo per agevolare la sua massima operatività”.

All’inaugurazione erano presenti anche l’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda Lara Magoni (Fratelli d’Italia) e il consigliere regionale Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti) che nell’esprimere la vicinanza e il sostegno di Giunta e Consiglio all’iniziativa promossa dal Garante hanno sottolineato l’importanza delle politiche di ascolto e d’intervento finalizzate al reintegro in società di quelle persone, soprattutto giovani, uomini e donne, che si vengono a trovare in regime di libertà sospesa.

Tra gli ospiti anche il Prefetto Vicario Antonio Naccari, il presidente della Camera penale Riccardo Tropea, il direttore socio sanitario ASST Papa Giovanni XXIII Fabrizio Limonta, il direttore socio sanitario ASST Bergamo Est Patrizia Bertolaia, il responsabile U.O.S. integrazione programmi territoriali ATS Bergamo Fabrizio Barcella, Andrea Tremaglia e alcuni referenti dell’associazionismo di settore che hanno, ciascuno secondo le proprie competenze, sottolineato l’impegno svolto in tema di responsabilizzazione dei detenuti come fattore principale per sollecitare soluzioni attraverso progetti e interventi.

Prima del taglio del nastro tricolore, due giovani detenuti della Casa circondariale hanno letto messaggi rivolti alle istituzioni, ringraziando per l’impegno profuso e per l’attenzione sul tema della realtà carceraria. L’apertura dello “Sportello” di Bergamo, che si insedierà entro la fine dell’anno, si aggiunge ai servizi già attivi nelle case circondariali di Milano-San Vittore, Milano-Opera, Milano-Bollate, Monza, Busto Arsizio, Pavia, Vigevano, Voghera, Como, Brescia-Canton Monbello, Brescia-Verziano e Lodi.

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