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Inaugurata l’Accademia Mino Favini, la nuova casa delle giovanili dell’Atalanta

La soddisfazione della società e l'omaggio di Gasperini: "Ogni volta che incontravo Favini era una lezione di calcio. Per lui era fondamentale l'aspetto comportamentale e l'Atalanta si è sempre distinta sotto questo aspetto".

Si chiama Accademia Mino Favini ed è probabilmente il Centro dedicato al settore del calcio giovanile più bello d’Italia: otto campi da calcio, palestre con tecnologie all’avanguardia, gli spogliatoi per tutte le squadre, al piano superiore gli uffici dei dirigenti e dall’ingresso, dove nel salone principale sono in bella mostra la coppa dello Scudetto Primavera e la Supercoppa Primavera, i visitatori che percorrono le varie stanze sono accompagnati dai pannelli di Andrea Mastrovito, le originali creazioni dell’artista tifoso atalantino con i ritratti di Gasperini, Gomez, Gardoni, Roncoli, Denis, Bellini e tanti altri protagonisti della storia nerazzurra.

È una struttura costata all’Atalanta quattro milioni di euro, “ma non finisce qui”, promette Antonio Percassi mantenendo il mistero sulle prossime iniziative in programma per rendere il Centro ancora più funzionale e all’avanguardia. Ma, al di là delle strutture, contano gli uomini.

Come, appunto, Mino Favini (scomparso il 23 aprile scorso e a cui la nuova struttura è dedicata) che il presidente ricorda così all’inaugurazione: “Quando sono arrivato all’Atalanta nel 1990 ho chiesto a Franco Previtali chi fosse il numero uno dei dirigenti a livello giovanile. Lui mi ha detto: Mino Favini. Lo convoco nel mio studio e gli dico che dobbiamo diventare i più forti a livello giovanile: i risultati li conoscete tutti. Quando nel 1994 fui dimesso, Favini mi chiese quando sarei tornato e…ora sono orgoglioso di dedicargli questa struttura. Abbiamo avuto la fortuna di avere con noi un grande personaggio che ha cambiato la vita della nostra società. Ora abbiamo Maurizio Costanzi e gli dedicheremo…”, scherza il presidente, con gesti scaramantici inevitabili del responsabile del settore giovanile.

Costanzi raccoglie l’assist di Percassi: “Io devo solo continuare sulla linea tracciata da Favini. Ho avuto l’onore 22 anni fa di conoscere Favini qui all’Atalanta e poi un giorno siamo diventati colleghi. Per un anno sono stato a osservare e capire. Oggi qui con noi ci sono le persone del settore giovanile che Mino Favini tanto bene ha saputo guidare per tutta la vita”.

Prende il microfono Gasperini: “Ogni volta che incontravo Favini era una lezione di calcio. Per lui era fondamentale l’aspetto comportamentale e l’Atalanta si è sempre distinta sotto questo aspetto. Quando sono arrivato al settore giovanile della Juventus, dove ho lavorato per nove anni, l’Atalanta era già una scuola importante a livello giovanile e Favini è stata una fortuna per il settore giovanile. I ragazzi erano come suoi figli, se i vari Gagliardini, Caldara e tanti altri hanno fatto strada lo devono soprattutto a lui. Per me Favini è stato un grandissimo maestro ed è stato una pietra fondamentale per la mia carriera”.

Giancarlo Finardi, per anni è stato il braccio destro del maestro e ricorda due aneddoti: “Una volta tornavamo da Courmayeur dove l’Atalanta era in ritiro e ci fermiamo a un autogrill dove c’era un gruppo di tifosi atalantini. E loro: tutti sull’attenti che c’è Favini. E poi quando Mino è venuto a trovare Gasp al primo anno qui a Zingonia tutta la prima squadra si è alzata per applaudirlo. Per dire, il rispetto che tutti avevano per lui. E io ho sempre imparato qualcosa con lui, perché era importante l’aspetto tecnico ma altrettanto quello umano. Grazie Mino per tutto quello che hai fatto”.

Allievo di Mino Favini è stato Luca Percassi, oggi amministratore delegato della società nerazzurra: “Da ragazzo sono cresciuto con Mino Favini: ha lasciato una sensibilità, un’educazione, qualcosa che continua nel tempo, oltre alla soddisfazione di vincere i campionati con i ragazzi da lui cresciuti. L’Atalanta, come sottolineava Gasperini, si distingue per il comportamento dei suoi ragazzi, ce lo dicono ogni volta ovunque e ne siamo molto orgogliosi. Perché gli insegnamenti di Mino Favini continuano ora con Maurizio Costanzi”.

Roberto Selini, commosso, per il suo “ricordo meraviglioso del maestro Favini”. Gian Paolo Bellini (uno dei tanti ragazzi lanciati da Favini, come Lorenzi, Zanchi, Pelizzoli presenti in sala e ora nello staff tecnico del settore giovanile): “Sono stato anch’io un ragazzo di Mino Favini e l’Accademia Favini è ora una struttura di eccellenza. Il senso di appartenenza, l’umiltà nel lavoro, l’educazione sono tutti aspetti fondamentali che Favini ci ha insegnato”.

Il concetto è ribadito da Demetrio Albertini, responsabile del settore giovanile nazionale della Federcalcio, che annuncia: “Abbiamo istituito un premio alla memoria di Mino Favini, per il miglior dirigente nazionale a livello di calcio giovanile. L’Atalanta è sempre stata un punto di riferimento con Favini e continuerà con Costanzi. È un’eccellenza del nostro sistema calcio”.

Cristina Bombassei della Brembo ha ricordato il premio dedicato dalla sua azienda ai ragazzi del settore atalantino “più meritevoli non solo sul piano tecnico, ma per rendimento scolastico e fair play in campo, sulla traccia degli insegnamenti di Favini”.

Roberto Tisci, responsabile del settore scuola della Figc e Vittorio Bosio, presidente nazionale del Csi: “Grati a Mino Favini e all’Atalanta, esempio di come si può lavorare bene insieme e fare squadra”.

Poi la benedizione di don Stefano Piazzalunga, parroco di Verdellino e, a margine dell’inaugurazione, qualche battuta del presidente Antonio Percassi: “Kulusevski? Se arriva una proposta interessante possiamo parlarne. Doni? Non ho nulla in contrario che possa tornare allo stadio. Abbiamo il settore giovanile più bello, ma siamo sempre una realtà provinciale, non dobbiamo dimenticarlo”.

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