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Dolori muscolari o tendinei, l’esperta: “La Tecar terapia aiuta la riabilitazione”

Per conoscere meglio questo trattamento particolare abbiamo chiesto l’intervento di Giulia Marcandalli, fisioterapista di Habilita

La Tecar terapia è una terapia fisica utilizzata principalmente nella gestione delle problematiche osteoarticolari e muscolari. Il termine Tecar è l’acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo.

Per conoscere meglio questo trattamento particolare abbiamo chiesto l’intervento di Giulia Marcandalli, fisioterapista di Habilita. “Attraverso l’utilizzo di questo speciale macchinario – spiega – vengono erogate delle onde radio che stimolano i tessuti stessi del corpo alla produzione di energia termica: questo va di pari passo con l’aumento del microcircolo e la vasodilatazione del segmento che si sta trattando. Questo trasferimento di onde sta alla base dell’attivazione precoce dei processi di riparazione dei tessuti; inoltre questo processo è importante nell’abbassare il livello dell’intensità del dolore. L’utilizzo della Tecar terapia è quindi importante per preparare il paziente ad affrontare i successivi step della fase riabilitativa”.

Giulia Marcandalli

Quali sono gli ambiti di utilizzo di questa terapia?

La Tecar terapia è utilizzata soprattutto in ambito sportivo nei casi di lesioni muscolari che vanno dagli strappi agli stiramenti o per contratture particolarmente importanti. Nei pazienti non sportivi viene utilizzata nei casi in cui sono presenti condizioni di dolore molto forte.

Come funziona la Tecar terapia?

Esistono due modalità differenti di erogazioni per questo tipo di terapia a seconda del tipo di tessuto sul quale ci vogliamo concentrare di più. Se si intende agire con maggiore efficacia sui tessuti periferici più irrorati o direttamente sul muscolo è necessario dare maggior enfasi alla modalità capacitiva. Questa viene effettuata attraverso l’utilizzo di una piastra che andrà a chiudere il circuito e di un manipolo di metallo ricoperto di vetroceramica che il fisioterapista utilizza nella zona dolente. Se invece l’obiettivo è quello di dare più enfasi a tessuti più profondi meno irrorati, quindi il tessuto osseo, cartilagineo e connettivale si preferisce utilizzare il trattamento con modalità resistiva. Sempre utilizzando la piastra che chiude il circuito, in questo caso si preferisce un manipolo di metallo non rivestito da alcun isolante. Generalmente in una seduta di Tecar vengono utilizzate entrambe le modalità. Ovviamente a seconda del tipo di problematica che stiamo trattando verrà data più enfasi all’una o all’altra modalità.

Tecar terapia

Che cosa sente il paziente durante il trattamento?

I trattamenti sono indolore. Il paziente percepisce al massimo un po’ di calore nella zona che viene trattata. È importante sottolineare però che la Tecar terapia è uno strumento utile se viene contestualizzato in un percorso riabilitativo più ampio: tendenzialmente viene utilizzato nella prima fase in cui il paziente ha molto dolore e i tessuti possono essere particolarmente infiammati e, per questo motivo, risulta difficile lavorare in maniera attiva o con tecniche di esercizio o di lavoro manuale perché il dolore è troppo forte. Questo trattamento prepara il paziente ad affrontare tutti i passi successivi del percorso riabilitativo fino ad arrivare all’esercizio terapeutico e poi a condurre il paziente ad uno stile di vita sano e attivo che è il fulcro fondamentale nel mantenimento del benessere.

È previsto un ciclo minimo di sedute?

Generalmente si inizia con un ciclo di 5 sedute di Tecar terapia dalla durata di 30 minuti l’una. In alcuni casi si possono effettuare sedute più brevi o più lunghe a seconda della necessità. Poi è naturale che si deve valutare il tipo di patologia e la risposta che ogni singolo paziente ha rispetto a questo trattamento».

Per ulteriori informazioni:
T 035 4815515
www.habilita.it

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