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Ci attendono nevicate anche sotto i mille metri e raffiche di vento

Sui settori montani lombardi si attende una quota neve inizialmente prossima ai 700 metri, in rapida risalita nel corso della giornata di venerdì, quando nei versanti più esposti (Prealpi Lariane e Orobie, Valcamonica) potrebbe scappare anche oltre i 1600 metri.

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Dal Centro Meteo Lombardo con la consueta precisione e simpatia, annunciano l’evolversi del tempo nelle proissime ore e nei prossimi giorni

Dopo parecchie stagioni di noiosi nebbioni, con le Alpi tardivamente marroni ed altri mesti scenari natalizi che ci avevano anche rotto i… scatoloni, il 2019 pare presentarci un netto cambio di rotta. L’immagine satellitare (Modis/NASA) in copertina parla da sola: l’ennesima bordata artica in area Brexit è in rotta verso la Francia e si appresta a stimolare con violenza le (ancora) miti acque del Mare Nostrum, richiamando aria calda dall’entroterra algerino ed approfondendo – per contrasto – maestose depressioni mediterranee, pronte a dispensare intenso maltempo nel Bel Paese.

Come in tutte le pratiche BDSM dove c’è un dominatore e un dominato, la linea di demarcazione tra piacere e sofferenza è molto labile. Il rischio di perdere il controllo è elevato e, meteorologicamente parlando, non esiste una “parola salvezza”. Questo significa che le piste da sci già abbondantemente innevate fin da quote medie hanno un prezzo da pagare, ad esempio i Sassi del Niagara o le gondole al primo piano. Al di là degli aspetti positivi, uno su tutti l’indigestione di preziosa neve nei comprensori glaciali, la fenomenologia può assumere caratteri estremi in accordo con una sinottica a tratti esasperata.

Ma non attardiamoci coi preliminari: diamo subito uno sguardo alla dinamica attesa per le prossime 72 ore. Dopo una finestra tranquilla, a partire dal tardo pomeriggio di giovedì 14 novembre la perturbazione di cui sopra inizierà ad attivare intense correnti meridionali tra le Baleari e il Mar di Corsica, foriere precipitazioni intense ed abbondanti tra Liguria e Piemonte. Più ai margini – almeno inizialmente – la Lombardia, che sarà progressivamente coinvolta nel corso della notte su venerdì 15.

Siccome nelle ultime ore in Val Padana è affluita aria più secca a tutte le quote, in alcune zone del Nord Italia sussistono le condizioni, almeno inizialmente, per la caduta di neve fino a quote relativamente basse, in maniera subordinata a due fattori:

1) l’intensità locale dei rovesci;

2) la protezione orografica di bassa quota rispetto alle miti correnti sud-orientali, richiamate con veemenza dall’azione della depressione stessa.

Agli effetti le aree che possono soddisfare entrambi i requisiti sono queste: Cuneese, colline torinesi e Langhe Astigiane, quindi Val d’Ossola e limitrofe valli afferenti. Pertanto da giovedì sera è possibile la neve con accumulo a Cuneo e, dalla notte, anche a Domodossola e dintorni (dunque molta attenzione sulle strade, specie giovedì sera sul tratto appenninico della A6 Torino-Savona: il calendario non vi faccia sottovalutare la situazione).

Per quanto riguarda la Lombardia, ci sono due aree potenzialmente interessate: la Valchiavenna (possibili fiocchi nella notte su venerdì fino alle porte di Chiavenna) e le valli del Luinese (VA), nonché il vicino Luganese. Più difficile, ma non impossibile, una coreografia nevosa a fondovalle (più probabile acqua mista a neve) nelle valli varesine e in Valtellina, il cui quadro termico nei bassi strati è attualmente favorevole in tal senso, ma sarà via via mitigato dall’avvezione sciroccale, che entro l’alba di venerdì si farà particolarmente ingerente, a partire dalle aree più orientali.

Su tutti gli altri settori montani lombardi si attende una quota neve inizialmente prossima ai 700 metri, in rapida risalita nel corso della giornata di venerdì, quando nei versanti più esposti (Prealpi Lariane e Orobie, Valcamonica) potrebbe scappare anche oltre i 1600 metri. Entro la serata di venerdì, tuttavia, una temporanea traslazione verso levante di parte del nocciolo artico trascinerà con sé aria più fredda, dunque si attende un nuovo calo della quota neve fin verso i 1000 metri di quota, anche se le precipitazioni saranno ormai in esaurimento, con residui relegati più che altro alle Retiche.

Al di là del discorso neve, che vabbé riguarda più che altro il vicino Piemonte, la principale criticità in sede padana lombarda sarà determinata dal forte vento, che dalla notte su venerdì osserverà un rinforzo orientale davvero significativo, meritevole di attenzione (probabili raffiche fino a 70-80 km/h).

A seguire, dalla serata di sabato 16, nuove precipitazioni si affacceranno dai quadranti meridionali, ma è ancora troppo presto per dettagli a riguardo. Diciamo che l’unica quasi certezza è quella di un fine settimana perturbato, fatta salva la parentesi asciutta di sabato mattina.

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