Un magnetico Beppe Servillo omaggia Domenico Modugno al JazzMi
Sabato 2 novembre il ricordo in musica di uno dei più grandi interpreti della scena jazz italiana, morto esattamente 25 anni fa
Domenico Modugno è un monumento della canzone italiana, di cui ha cambiato il corso. Sabato 2 novembre JazzMi ha voluto, a 25 anni dalla sua scomparsa, attribuirgli un originale tributo chiamando come celebranti alcuni grandi interpreti della scena jazz e un attore-cantante il cui nome è nientepopodimeno che Beppe Servillo. Il risultato è una gradevole miscela di melodie popolari e di improvvisazioni jazzistiche.
Servillo tiene la scena in modo ipnotico: parla, canta, gesticola, flirta con i musicisti in una crescente magnetica sintonia con il pubblico.
L’idea del progetto di Mimmo in jazz fra teatro e musica è di Servillo e di Furio Di Castri che ne ha curato la direzione musicale. Già qualche anno fa Di Castri invitò alcuni grandi jazzmen a confrontarsi con i classici di Frank Zappa. Ora ci ha riprovato proponendo l’abbinata classicità-jazz, o meglio forma perfetta-improvvisazione, ridando voce e corpo al mito di Modugno, l’uomo in frac. Come diceva Italo Calvino, un classico continua a parlarci anche quando il suo tempo è irrimediabilmente finito.
Con Furio Di Castri al contrabbasso sul palco del Teatro della Triennale c’erano Javier Girotto ai sassofoni, Rita Marcotulli al pianoforte e Mattia Barbieri alla batteria.
Tutti entusiasti, musicisti e pubblico.






