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Il Comitato Pendolari Bergamaschi: “Bene i progetti, ma ora si facciano i collegamenti veri”

Lucia Ruggiero, portavoce del comitato dopo la visita del ministro De Micheli in Lombardia: "Solo una visione che non si restringa al presente potrebbe farci veramente crescere in termini sia sociali sia economici"

Lucia Ruggiero, portavoce del Comitato Pendolari Bergamaschi, ci scrive dopo la visita del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli in Lombardia: “Solo una visione che non si restringa al presente potrebbe farci veramente crescere in termini sia sociali sia economici, così come a livello ambientale”.

Ecco il suo intervento.

Il recente tour del ministro De Micheli in Lombardia ha portato i suoi frutti.
Ma al momento i frutti sono acerbi, hanno bisogno di maturazione. Con questa metafora potremmo definire tutte le novità e soprattutto lo stanziamento di fondi ministeriali che aiuterà e darà linfa vitale alle nuove opere infrastrutturali in Lombardia e, in particolare, nel territorio bergamasco.

Tre in particolare sembrerebbero le opere più attese: il collegamento T2 tramviario con Almè, la ferrovia aeroportuale che collegherà Orio al Serio con Bergamo e il raddoppio Ponte-Montello in verità al momento fermo per mancanza di fondi a Curno.
Tutte e tre queste opere sono e saranno fondamentali anche per le migliaia di pendolari bergamaschi che ogni giorno scelgono il treno per spostarsi da e per Milano. Vediamo perché.

Il collegamento “Tram delle Valli” T2 che vedrebbe un tram leggero attraversare Bergamo verso la valle Brembana in un tratto fino ad Almè avrebbe come fine ultimo quello di collegare finalmente una zona al momento soffocata dal traffico tra nodo di Pontesecco e discesa verso il centro di Bergamo.
Buone notizie per chi ogni mattina deve arrivare alla stazione FS partendo da quelle zone e, di fatto, un “copia incolla” più costoso di quello che fu già fatto in valle Seriana dieci anni fa con T1 Bergamo-Albino.
Tutto oro quel che luccica? Come al solito no, o non del tutto. Diciamo che la notizia è positiva a metà, poiché dall’esperimento T1 sono appunto trascorsi dieci anni e sembra quanto mai “arrendevole” accontentarsi di un esperimento identico che sì ha portato grandi risultati, ma che al momento non offre tempi di percorrenza utili e cadenza di corse soddisfacente per la sua clientela sempre in aumento peraltro.
Infine, il territorio della valle Brembana offre pochi sbocchi per nuove infrastrutture stradali e, al tempo stesso, ospita quanto meno una delle più grandi aziende di acqua minerale su questo pianeta, insieme ad altre grandi realtà del tessuto produttivo del nostro Paese.
Forse non converrebbe sognare ancora più in grande e pensare a una reale ferrovia con la possibilità di offrire anche servizi veloci per l’Alta Valle e trasporto merci per le aziende? Chissà, i costi sarebbe più alti certo ma, alla fine dei giochi, anche gli introiti lo sarebbero.

Il collegamento aeroportuale con Orio al Serio è un “pallino” storico del Comitato Pendolari Bergamaschi. Da quando Orio è diventato un aeroporto di medie e poi di grandi dimensioni, noi restiamo convinti che il collegamento in treno possa essere un vero e proprio grimaldello per migliorare infrastrutture, servizi e ferrovia su Bergamo.
Come sappiamo, Bergamo è storicamente esclusa dalla linea Milano-Venezia e questo “disastro” di miopia ha sempre negato che Bergamo diventasse un nodo ferroviario importante, infine lasciando che anche i collegamenti Alta Velocità fossero di fatto ben minori di quelli che naturalmente servono una città per certi versi “gemella” come Brescia.
Riteniamo quindi fondamentale sfruttare la grande espansione di Orio al Serio per riportare Bergamo al centro della rete ferroviaria italiana, permettendo che il treno per l’aeroporto sia solamente un tassello di collegamenti più frequenti, migliori, più veloci non solo con il capoluogo lombardo, ma con Malpensa – perché aprirebbe sbocchi commerciali a Orio – e con le città del Nord Italia.
Ma perché questo avvenga, non basta il breve tratto ferroviario tra stazione FS e scalo bergamasco. Serve molto di più.
Serve in primis che si risolvano i temi collegati alla capienza della rete ferroviaria tra Treviglio e Milano, che siano risolti i problemi del nodo di ingresso a Milano e che si capisca che strada prendere per l’Alta Velocità, dove la stazione Centrale è satura e dove già si parla di esclusione del traffico ferroviario regionale.
Se, scendendo in un esempio concreto, si avesse un treno da Orio per Bergamo ogni dieci minuti, ma se poi i viaggiatori fossero costretti ad attendere a Bergamo per un collegamento con Milano ogni ora, effettuato con treni poco capienti e non idonei, con percorrenze da un’ora e con arrivo in una stazione periferica, allora la ferrovia aeroportuale non avrebbe alcun senso.

Aggiungiamo a questo discorso anche il tema collegato al ponte di san Michele sull’Adda. E apriamo qui la parentesi del raddoppio tra Montello e Curno. Abbiamo purtroppo avuto modo di capire che non tutti i sindaci dei territori coinvolti dal raddoppio capiscono a fondo le possibilità offerte da un’opera simile. Ci dispiace riscontrarlo, perché il collegamento attuale tra Bergamo e Brescia è su un obsoleto binario unico che presenta costantemente problematiche di guasti a infrastruttura e passaggi a livello. Abbiamo da sempre supportato un raddoppio di questo tratto ferroviario.
La scarsità dei fondi destinati a quest’opera però è sconfortante. Prima di tutto perché il raddoppio non coprirà l’intero tratto e, in secondo luogo, perché al momento non si vede ancora un progetto vero per trasformare questa linea da Brescia-Bergamo-Lecco a una direttrice Brescia-Bergamo-Monza-Milano con l’idea quindi di realizzare un nuovo ponte sull’Adda per il quale era già stato fatto un progetto ben 30 anni fa.
Non ci accontenteremo di vedere utilizzare il raddoppio come comunque importante asse metropolitano bergamasco. Riteniamo infatti che sia una sfida importante quella di vedere finalmente nascere un’asse di una linea brianzola forte e ben servita che possa mettere al centro il collegamento tra Bergamo e le università milanesi, nonché la possibilità di servire con un collegamento su rotaia gli aeroporti di Orio e di Malpensa.

Per riassumere: le sfide che attendono il territorio bergamasco in termini di infrastrutture sono tante e molto importanti. Ma solo una visione che non si restringa al presente potrebbe farci veramente crescere in termini sia sociali sia economici, così come a livello ambientale.
Non è più tempo per un approccio conservativo, per un approccio timido al futuro del Paese Italia e del nostro territorio. Sbagliare non si può, così come fare le cose a metà. Del resto, la Storia italiana è purtroppo costellata da scelte fatte a metà, tra il risparmio e la poca programmazione.
E il Paese è rimasto fermo in termini di sviluppo e di ecosostenibilità anche e soprattutto per questo motivo. Oggi non si può più pensare in piccolo. Serve un pensiero ampio e un investimento forte, sicuro, visionario oseremmo dire. Una visione che in altri Paesi europei – anche del Sud Europa come la Spagna o il Portogallo – hanno avuto ben prima di noi e che noi ora ci meritiamo per davvero.

Lucia Ruggiero
Per il Comitato Pendolari Bergamaschi
Quellideltreno.com

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