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Calvino e il jazz: Angeleri presenta il suo nuovo spettacolo al Piccolo Teatro di Milano

Il pianista bergamasco Claudio Angeleri presenta il nuovo progetto ispirato al "Castello dei destini incrociati"

Lunedì 11 novembre alle 21 al Piccolo Teatro di Milano,Claudio Angeleri presenterà all’interno del “Mit Jazz Festival 2020” un nuovo spettacolo dedicato a Italo Calvino ed ispirato al celebre libro Il Castello dei destini incrociati.

Musica e letteratura si intrecceranno presentando alcune nuove composizioni del pianista bergamasco che per l’occasione allinea una nuova formazione con Virginia Sutera al violino, Michele Gentilini alla chitarra, Giulio Visibelli al flauto e al sax soprano, Marco Esposito al basso elettrico, Paola Milzani alla voce e Luca Bongiovanni alle percussioni.

La parte teatrale è affidata a Luca D’Addino, uno dei giovani talenti della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Claudio Angeleri non è nuovo alla frequentazione dell’opera di Calvino, infatti ha realizzato nel 2004 per l’Atelier del Secondo Maggio e per alcuni festival, tra cui Notti di Luce e Vicenza New Conversations, un progetto sulle Città Invisibili documentata anche su CD con la partecipazione del sassofonista americano Bob Mintzer, il trombettista Franco Ambrosetti e il percussionista indiano Arup Kantidas.

Su musica e letteratura: “Musica e letteratura – spiega Angeleri – sono state sempre reciproche fonti di ispirazione. Sono due forme espressive che non solo raccontano delle “storie” con linguaggi diversi accendendo la fantasia del lettore/ascoltatore, ma spesso utilizzano i medesimi procedimenti creativi. La tecnica di scrittura combinatoria utilizzata da Italo Calvino in alcune sue opere letterarie (Le città invisibili, Il castello dei destini incrociati), in musica si trasforma nell’accostamento di suoni sulla base di regole scritte, trasmesse oralmente o in altro modo, come avviene appunto nell’improvvisazione jazz. Così ho realizzato nuove composizioni che “combinano” diverse tecniche tra dodecafonia, musica tonale e modale, il blues lasciando spazio al dialogo tra i musicisti”

La scelta del Castello dei destini Incrociati ha significati particolari. Angeleri prosegue: “Innanzitutto è la prima opera scritta da Calvino con la tecnica combinatoria molto diffusa nell’ambiente letterario degli anni settanta soprattutto a Parigi dove lo scrittore è venuto a contatto con diversi colleghi e intellettuali come Jorge Luis Borges, Georges Perec, Raymond Queneau. Poi c’è anche un po’ della mia città, Bergamo, nel libro. Calvino racconta fiabe di cavalieri, dame e personaggi fantastici attraverso la combinazione delle carte dei tarocchi quattrocenteschi miniati da Bonifacio Bembo, la cui collezione è in parte conservata all’Accademia Carrara di Bergamo e in parte alla Morgan Library di New York”.

Sulla fruibilità dello spettacolo, poi, il pianista evidenzia: “Come tutti i geni della letteratura, Calvino è riuscito a sbrogliare alcuni nodi di natura filosofica tutt’altro che semplici da spiegare rendendoli comprensibili a tutti. Concetti che richiederebbero studi e approfondimenti complessi e una consapevolezza profonda della storia del pensiero contemporaneo e che, invece, trovavano, in narrazioni brevi o brevissime, formulazioni molto intuitive. Lo fa con leggerezza, ironia, rigore e una padronanza quasi “classica” della scrittura. Ho cercato di tradurre in musica le stesse suggestioni. Lo spettacolo, così come l’opera di Calvino, ha inoltre una forte componente didattica ed è già stato sperimentato con successo nelle scuole secondarie. I ragazzi, stimolati a produrre testi originali ispirati al libro di Calvin, hanno interagito in modo creativo alla musica proposta. Il progetto sarà proposto alle scuole nella sezione didattica del prossimo Bergamo Jazz”.

Sulle prospettive del progetto, infine, Angeleri conclude: “Diventerà senz’altro un nuovo disco per l’etichetta Dodicilune con l’aggiunta di una traccia video che registreremo lunedì al Piccolo Teatro. Abbiamo creato delle atmosfere musicali molto intriganti che non so definire stilisticamente. In certi momenti richiama la musica classica anche per l’impiego della strumentazione, flauto, violino, pianoforte e voce. In altri la chitarra distorta e il basso elettrico, e la batteria creano dei groove quasi rhythm and blues. In altre parole, si tratta di una musica fuori dal tempo come i personaggi di Calvino dai tratti rinascimentali e al tempo stesso contemporanei. La fluttuazione ritmica tipica del jazz conferisce al tutto quella “leggerezza” che è uno dei tratti distintivi della poetica di Calvino.

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