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Truffa della frutta a Bergamo: c’è incappato anche Luca Viscardi

“Apro il bagagliaio e il presunto vecchio amico mi allunga una cassettina di pomodorini, un sacchetto di patate e una cassetta di prugne”

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C’è caduto anche lui, Luca Viscardi, direttore di Radio Number One nonché super esperto tecnologico, il noto Mister Gadget… forse più a suo agio con le novità della telefonia che con certi, solo certi, umani.

Ecco cosa gli è successo a Bergamo sabato mattina.

C’è una prima volta per tutto. Per una delusione, per un’amicizia, per l’amore e… per farsi truffare per strada.

Non so se mi pesino più i dieci euro che mi sono fatto fregare come un cretino o il concetto che qualcuno sia riuscito a gabbarmi come si fa di solito con gli anziani.

Un piccolo passo indietro.

Questa mattina sono in macchina, guido verso il bar dove di solito faccio colazione nel weekend.

Ad un certo punto, in prossimità di uno stop, incrocio un piccolo furgoncino, tipo un Doblò o un Fiorino.

L’autista mi saluta calorosamente con un accento del sud. Io lo guardo, non so con chi sto parlando e rallento abbassando il finestrino.

Dall’altra parte la domanda: “Carissimo, hai capito chi sono?!? Non ti ricordi?!?”

Effettivamente no. Non ho idea di chi sia il mio interlocutore, ma è anche vero che a me capita SEMPRE.

Non so contare le volte in cui devo lanciare un’occhiata a mia moglie per capire se la persona con cui sto parlando sia una conoscenza o meno.

Non volendo sembrare scortese, rispondo: “Ma certo!!! Come stai?”

Il tutto mentre io guido la mia auto, lui la sua, in mezzo alla strada.

Lo sconosciuto prosegue: “Bene, ho aperto un negozio di prodotti calabresi con mia moglie in via tal dei tali. Oh, ti aspetto!!! Anzi, aspetta che ti do il biglietto da visita, accosta”.

Accosto la macchina, metto in modalità parking e scendo. Mentre mi avvicino convinto di ricevere un biglietto da visita, il mio interlocutore mi dice “apri il bagagliaio”

Ecco. Capita ancora. Un ascoltatore che mi regala qualcosa. Apro il bagagliaio e il presunto vecchio amico mi allunga una cassettina di pomodorini, un sacchetto di patate e una cassetta di prugne.

“Ma no, grazie!!! Sono in debito!”

Il tipo si avvicina e mi dice: i pomodori te li regalo, ma le prugne però pagamele. Come un coglione, anziché mandarlo a quel paese e tirargli dietro le cassette, gli allungo dieci euro.

Parto, dopo di che metto a fuoco la truffa.

Non mi aveva riconosciuto, ha verificato se fossi così coglione da dargli corda e mi ha rifilato cassette di prodotti scaduti. Le patate erano germogliate e in parte marce.

La prima volta.

Sono caduto in un raggiro di quelli che quando te li raccontano pensi che ci casca sia coglione.

La prima volta. Ma anche l’ultima, perché ho innescato la modalità “diffidenza per il genere umano”.

Un po’ tardi, un po’ come chiudere il cancello quando i buoi sono scappati, ma meglio tardi che mai.

E intanto ho due cassette, una di pomodori e l’altra di prugne di cui non so che cazzo farmene e che sono pure maleodoranti.

Non c’è dubbio. L’orgoglio è ferito più del portafogli.

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