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Scorta a Liliana Segre, Bendotti (Isrec): “Fa rabbrividire”

Il presidente dell’Isrec Bergamo commenta la misura introdotta per salvaguardare la senatrice a vita sopravvissuta alla deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz

“Assegnare la scorta a Liliana Segre è doveroso, ma il fatto che ce ne sia bisogno fa rabbrividire”. Così il presidente dell’Isrec Bergamo, Angelo Bendotti, commenta la misura introdotta per salvaguardare la senatrice a vita sopravvissuta alla deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz.

Il provvedimento è stato disposto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Milano Renato Saccone, per tutelarla dopo le minacce ricevute via web e non solo. Liliana Segre, che nel 2005 ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Bergamo, sarà accompagnata da due carabinieri in ogni suo spostamento. Il deus ex machina dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, che suggerì all’allora assessore alla cultura Enrico Fusi di proporre l’onorificenza a Liliana Segre, dichiara: “Esprimo solidarietà e affetto a Liliana Segre. Ho conosciuto altre persone con la scorta e so che non è solo ed esclusivamente un aiuto: a un certo punto diventa anche un carico perchè la propria libertà, i gesti e i movimenti devono essere maggiormente controllati. Assegnargliela si è reso necessario perchè il clima di intolleranza, odio e avversione che si è scatenato negli ultimi tempi contro di lei è molto preoccupante. È giusto e doveroso garantire la sicurezza e il rispetto anche fisico nei confronti di una persona che il nostro Paese può solo onorare e ricordare con apprezzamento infinito: la nomina a senatrice a vita da parte del presidente della repubblica Sergio Mattarella il 19 gennaio 2018 è andata proprio nella direzione di un riconoscimento assoluto. Il fatto che abbia bisogno della scorta fa rabbrividire e riflettere amaramente e dolorosamente su come pian piano l’Italia sia scivolata in un vergognoso risentimento nei confronti di chi ha solo meritato, difeso la libertà e la democrazia, magari anche inconsciamente, come nel caso di Liliana Segre, che quando è stata deportata nel campo di concentramento di Auschwitz era una ragazzina di 14 anni. Siamo su un discrimine non più tollerabile e c’è chi tenta di riscrivere la storia e il livello di inciviltà, incultura e non conoscenza è pauroso. La stessa Segre, nei confronti dei suoi aggressori, dice che non li odia ma le fanno pietà: prova pena perché non capiscono quello che ha passato e non si rendono conto di quale possa essere stato il senso della sua vita”.

Liliana Segre

Il ruolo della politica è particolarmente delicato. Bendotti stigmatizza: “Alcuni esponenti politici che rappresentano il Paese e sono in parlamento hanno effettuato dichiarazioni inaudite e pronunciato parole di fuoco su Liliana Segre, che da ragazzina è stata torturata, massacrata e distrutta semplicemente perchè era ebrea. Molti inorridiscono ma c’è una parte di società che non si indigna, anzi è pronta a sostenere e difendere questi atteggiamenti”.

Rimanendo nel solco dell’intolleranza e delle discriminazioni, Bendotti cita i cori razzisti negli stadi facendo l’esempio degli ululati a Mario Balotelli durante Verona-Brescia domenica scorsa, 3 novembre. “Si tratta di avvenimenti diversi ma quello che è successo è un segno: ancora una volta si è inveito, disturbato lo svolgimento di una partita e si è urlato nei confronti di un giocatore solo perché la sua pelle è di colore diverso. Non penso che tutti i tifosi siano esagitati o estremisti: è difficile capire cosa porti una persona a comportarsi così”.

Con maggior consapevolezza dei cittadini, però, secondo il presidente dell’Isrec Bergamo la storia può cambiare. “Sono uno storico – afferma – e per tutta la vita ho scritto, lavorato e contribuito a definire i contorni di una vicenda come quella della Resistenza. Credo che gli uomini abbiano la possibilità di invertire la direzione della storia altrimenti non saremmo qui a interessarci su queste problematiche. Prima della seconda guerra mondiale il fascismo sembrava forte e vincente, poi c’è stata una reazione, la Resistenza. Le sorti degli uomini sono sempre da ridefinire: non penso che il successo che attualmente stanno riscuotendo slogan, proposte e direi predicazioni possa durare in eterno, sono convinto che arriverà il momento in cui si verificherà un’inversione, una riaffermazione del ragionamento e della riflessione”.

Infine, raccontando un aneddoto legato alla sua famiglia, Bendotti conclude: “I miei due nonni sono stati emigranti: il nonno paterno in Argentina, mentre quello materno in Australia e ricordando il loro vissuto posso solo pensare che siamo impazziti a non riflettere sulla storia del nostro Paese. In Bergamasca se molti guardassero al passato della propria famiglia scoprirebbero che i nonni o i bisnonni erano quelli delle valigie e dei bastimenti che andavano in ogni dove per cercare aiuto, lavoro e possibilità di vita. Le loro esperienze ci farebbero capire che si possono fermare le merci ma non gli uomini: per loro non ci sono frontiere, o almeno non dovrebbero esserci”.

Aned Bergamo

L’Aned Bergamo esprime solidarietà per Liliana Segre e condivide l’amarezza manifestata dal suo vicepresidente, Leonardo Zanchi attraverso Facebook: “Ciascuno di noi, dopo aver ascoltato o letto la sua testimonianza, dovrebbe custodire quelle parole, proteggere quel vissuto, tenendolo sempre presente e raccontandolo anche agli altri, insieme alle vicende di tutti i deportati superstiti. Invece no. La vita di Liliana Segre è di nuovo in pericolo, come in quel terribile 1944. Mi vengono i brividi a scriverlo e non è retorica. Questa situazione è un insulto alla memoria di tutti i deportati ed è inaccettabile. Oggi è un giorno insopportabile per chi crede di essere ancora cittadino di un paese civile”.

Anche le Acli di Bergamo e Molte fedi sotto lo stesso cielo, che nell’ottobre 2018 hanno avuto tra i loro ospiti la senatrice a vita le rivolgono un abbraccio tramite i loro social e la Cgil Bergamo in un post scrive: “Ieri, oggi e domani al fianco di #LilianaSegre”.

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