BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Riapre il ponte: “Non mi par vero, oggi faccio il giro di Brivio per l’ultima volta”

Carla Rocca, sindaco di Solza, ci manda il suo sollievo dopo 14 mesi da pendolare fino a Merate, dove lavora, senza il suo ponte San Michele che oggi riapre

Carla Rocca, sindaco di Solza, ci manda il suo sollievo dopo 14 mesi da pendolare fino a Merate, dove lavora, senza il suo ponte che oggi, riapre. 

Oggi, venerdì 8 novembre 2019, è l’ultima volta che mi accingo a “fare il giro” sul ponte di Brivio per recarmi al lavoro: finisce finalmente questo disagio a cui lentamente e con una buona dose di sopportazione, ci siamo abituati. Non mi pare vero!

Quattordici mesi dalla chiusura improvvisa del ponte San Michele, quello che unisce la provincia di Bergamo al Lecchese: sono stati mesi, settimane, giorni ore in colonna. Io, che lavoro a Merate sono passata dai 15 minuti ai 45 minuti di viaggio: non è tanto il raddoppio dei chilometri a pesare ma le lunghe fila di vetture in attesa per passare il ponte di Brivio, sia all’andata che al ritorno. Io e mio fratello facevamo il percorso inverso lui da Merate a Calusco io da Solza a Merate e ci scambiavamo messaggi per avvisarci a vicenda se c’erano incidenti che bloccavano la strada evitando così almeno di finire dentro ingorghi di ore e ore.

La situazione è migliorata un po’ con l’apertura pedonale del ponte e con le navette che hanno collegato la stazione di Calusco e di Paderno al ponte, togliendo almeno in parte i veicoli di chi, con questa modalità un po’ di fortuna, riusciva a raggiungere i luoghi di lavoro e di studio.

La chiusura del ponte ha anche messo in risalto come le economie della Bergamasca e della Brianza siano intersecate da anni di scambi che il ponte San Michele ha permesso e avvantaggiato e come sia forte il legame, tanto da farci studiare strategie per mantenerli saldi questi legami.

Alla fine ci siamo inventati modalità di trasporto, ma anche nuovi stili di vita: come i nonni che hanno i figli e i nipoti dall’altra parte, non avevamo mai fatto caso a un confine così netto.

Resta il problema dello sviluppo dell’economia in un pezzo di territorio che ha una forte produzione manifatturiera e che si regge su tre ponti dell’Ottocento, Brivio, Paderno, Trezzo: credo che sia ora di passare al ventesimo secolo anche per noi.

L’unico aspetto positivo di questo anno è stato vedere il grande lavoro messo in campo per la ristrutturazione: le maestranze che si alternavano 24 ore su 24 anche d’inverno, sospese sui ponteggi in un’opera che piano piano prendeva forma e ci restituiva il ponte restaurato, anche lì usando strategie studiate apposta perché si tratta di un manufatto unico nel suo genere.

Ora aspettiamo la riapertura della ferrovia, e con non poco sollievo intanto dico: “Bentornato ponte”.

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.