BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il videogioco porta alla chiusura sociale?

Il primo di quattro articoli ha un’unica ambizione, quella di generare domande.

Più informazioni su

Leggete fino alla fine per sedere in prima fila nel viaggio all’interno delle più grandi menti che stanno dietro a ciò che “giochiamo”. Prendiamo in considerazione Nier Automata, un capolavoro, nonché sublimazione di un pensiero partorito dalle viscere della mente di Taro Joko, noto autore di videogiochi e sceneggiatore giapponese.

La trama pur riferendosi direttamente alle opere antecedenti quali Dakengard e Nier Gestalt è semplice da spiegare: in questo capitolo la terra viene invasa dagli alieni, che grazie a plotoni di
biomacchine riescono ad assoggettare la popolazione mondiale, la quale si ritroverà quindi costretta a lasciare la propria casa per dirigersi in una base spaziale orbitante. Gli umani tenteranno di riappropriarsi della terra, riuscendo a plasmare delle entità senzienti chiamate androidi, con l’unico scopo di uccidere qualsiasi forma di biomacchina presente al mondo.

Il gioco è pieno di domande che rasentano l’esistenzialismo più puro, a tratti quasi spiazzanti.

Nel bel mezzo del gioco ad esempio, troviamo un NPC (personaggio non giocante) che mutilato dalla guerra, sia fisicamente che mentalmente, si ritrova con un cadente corpo ormai robotico,
organi artificiali, gambe e braccia, ad eccezione di un’unica gamba, anche essa fuori uso, ma “reale” secondo l’umana concezione; egli spiega che anche se quella gamba non funziona, e lo costringe a sedersi a terra, è comunque la sua gamba e non la vuole sostituire.

Si decide di donare al giocatore il sorgere di una domanda: se fossi io al posto suo, se la sostituissi che rimarrebbe di me, sarei più io?

Di risposte se ne potrebbero formulare a migliaia, da quelle di stampo più empirico, a ciò che potremmo considerare anche “irrazionale”, ma è raro che dei quesiti del genere non diano sfogo
alla nostra fantasia e al nostro spirito critico.

Proseguendo la storia, incomberemo su biomacchine intente a creare dei mini-esseri per simulare la nascita di un bambino, la creazione della famiglia o addirittura vederli nel bel mezzo di
rapporti sessuali (in questo caso inutili) dato che non possiedono nemmeno degli apparati di riproduzione, quindi cos’è che ci fa essere uomini, cosa è il “particolare” che fa di un uomo, un
essere uomo? Siamo chiamati alla ricerca o ad un nichilismo passivo e inconsapevole?

Vi è un tentativo “dell’essere” robot, intento a “umanizzarsi”, tentativo spasmodico di “creare” vita, di essere ricordato, tramandato, di generare discendenza. Se a una mela venisse tolta la buccia, se dopo la buccia le viene tolta la polpa, se dopo la polpa le viene tolto il torsolo, non è più una mela; ma in quanto esistente come concetto di mela, esiste nella nostra testa, quindi è il ricordo quello che è vivo, ma è ciò che i robot purtroppo non hanno, non hanno il privilegio del ricordo, perché non sono altro che algoritmi definiti, codice che scorre su circuiti, come il sangue che circola nelle nostre vene.

Questo primo articolo ha un’unica ambizione, quella di generare domande.

Nei prossimi articoli, analizzando i caratteri più intrinseci della suddetta opera videoludica, andremo a scomodare il “carattere” del libero arbitrio, come il mondo videoludico viene influenzato da esso e come videogioco e videogiocatore entra in simbiosi per plasmare la vera essenza dell’esperienza del videogioco. Aspettiamo i vostri commenti sotto l’articolo, un semplice commento potrebbe fare nascere un’intera discussione e quindi intero articolo. Alla prossima.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.