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Tendinite, l’esperto: “A volte il riposo non basta per guarirla e servono terapie specifiche”

Abbiamo chiesto l’intervento del dottor Nicola Taiocchi, medico di medicina fisica e riabilitativa di Habilita

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Per tendinite si intende l’infiammazione di un tendine. Il tendine è la struttura connettivo-elastica che mette in comunicazione i muscoli con le ossa. Per saperne di più abbiamo chiesto l’intervento del dottor Nicola Taiocchi, medico di medicina fisica e riabilitativa di Habilita. “È un processo infiammatorio – spiega il dottor Taiocchi – che si manifesta solitamente in conseguenza di una sollecitazione meccanica ripetuta, oppure in presenza di un fenomeno rigenerativo del tendine stesso correlato all’età, all’invecchiamento o all’usura”.

Ci sono delle cause specifiche che possono portare al manifestarsi di questa patologia?

Allo sviluppo di una tendinite possono contribuire anche alcuni fattori predisponenti. I principali possono essere dei vizi posturali, un’alterata distribuzione dei carichi corporei, una condizione di sovrappeso, la presenza di vizi congeniti come il piede piatto il ginocchio valgo, dei traumatismi importanti, oppure, in alcune malattie sistemiche, esiste una predisposizione ad un maggior sviluppo di patologie tendinee. In particolare parliamo del mondo delle patologie reumatiche.

Quali sono i sintomi classici della tendinite?

Trattandosi di un processo infiammatorio la tendinite si manifesta con i classici sintomi dell’infiammazione: principalmente avremo un dolore meccanico localizzato sulla zona infiammata, avremo un dolore palpatorio elettivamente sulla zona dove risiede la nostra infiammazione e, in alcuni casi, si potrebbe presentare anche una lieve tumefazione o un lieve arrossamento della cute sovrastante il tendine. È ovvio che questo processo infiammatorio andrà a colpire principalmente quei distretti articolari che sono più sottoposti ad uno stress ripetuto. I principali distretti sono il gomito, la spalla, il piede e il ginocchio. Si tratta di zone di maggior sollecitazione meccanica.

Se sottovalutata, a cosa si può andare incontro?

La tendinite, pur essendo una problematica relativamente banale, può risultate tuttavia anche molto invalidante perché la combinazione tra dolore e difficoltà di esecuzione di un determinato movimento può impedire ad una persona di svolgere la propria attività lavorativa o, in certi casi, può condizionare il riposo notturno causando dolore.

Come si interviene per risolvere questo problema?

È chiaro che i principi di trattamento sono basati principalmente sul riposo, quindi astensione da quella sollecitazione ripetuta che ha portato allo sviluppo della tendinite. In fase post acuta è utile anche la crio terapia e la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei per un periodo breve, indicativamente per non più di una settimana. Nel caso la sintomatologia perdurasse è allora necessario rivolgersi al proprio medico curante per intraprendere gli adeguati percorsi di diagnosi e di cura.

Esistono terapie o trattamenti specifici per questa patologia?

Quando il processo infiammatorio tendinopatico, che può presentarsi in punti diversi del tendine, sia a livello del corpo del tendine che a livello della guaina che ricopre il tendine, così come a livello dell’inserzione del tendine sull’osso, tende a non risolversi con i vari trattamenti in fase post acuta, allora può anche diventare utile associare un trattamento con delle terapie fisiche. Il principale trattamento utilizzato nella gestione delle tendinopatie del corpo e dell’inserzione sono le onde d’urto. Le onde d’urto non sono altro che delle onde acustiche tarate su una determinata intensità e a una determinata profondità che vanno a stimolare su un fuoco ben preciso il punto del tendine che è soggetto a infiammazione. Questo meccanismo porta, in un periodo di alcune settimane, ad una riduzione dei fenomeni infiammatori locali e ad una soluzione della sintomatologia.

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