• Abbonati
A molte fedi

“Giulio Regeni, un ragazzo pronto a migliorarsi e ad aiutare gli altri”

C'è rabbia, dolore, ma soprattutto amarezza nelle parole di Paola e Claudio Regeni, ospiti nella serata di martedì 5 novembre di “Molte Fedi Sotto lo Stesso Cielo”.

Amareggiati e delusi per lo svolgimento delle indagini Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, hanno sempre cercato di fare luce sulla morte del figlio, una vicenda che, a distanza di quasi quattro anni, presenta ancora lati oscuri.

“Giulio non era uno sprovveduto, essendo già stato in Egitto altre due volte conosceva molto bene la situazione. Purtroppo si è fidato di persone che credeva amici, ma che in seguito non si sono rivelati tali – ha sottolineato la madre del ricercatore -. A differenza di quanto detto in precedenza, si trovava lì per un dottorato di ricerca il cui focus riguardava i sindacati governativi e non, un argomento in sé non pericoloso, se non fosse stato per l’incapacità del regime di comprendere le intenzioni di studio”.

A lasciare perplessi i parenti dello studente di Fiumicello non è soltanto la ricostruzione proposta degli inquirenti egiziani, ma anche la mancanza di collaborazione da parte degli stessi e i tentativi di depistaggio messi in atto dopo l’omicidio.

genitori di Giulio Regeni

“Dal 28 novembre scorso, data dell’ultimo incontro fra i procuratori italiani e quelli africani, non abbiamo avuto più alcuna risposta a causa anche dell’iscrizione di cinque individui nel registro degli indagati – ha osservato Alessandra Ballerini, legale della famiglia -. Il silenzio segue semplicemente le bugie di un regime paranoico che ha prima gettato fango su Giulio e che, poche settimane dopo la sua scomparsa, ha portato alla morte di altri cinque innocenti. Con ogni probabilità inizialmente loro hanno pensato che ci saremmo fermati lì, ma la nostra intenzione è di proseguire con l’intenzione di ottenere giustizia non solo per Giulio, ma anche per tutti coloro che come lui vengono colpiti ogni giorno”.

Nonostante le difficoltà incontrate sinora, ciò che spinge i familiari del dottorando friulano nella loro battaglia è il ricordo di Giulio, un giovane serio, concentrato sul proprio lavoro, ma soprattutto convinto di poter offrire il proprio contributo per migliorare il mondo che lo circondava.

genitori di Giulio Regeni

“Giulio era un ragazzo innamorato della vita, sempre pronto a migliorarsi, ma al tempo stesso attento ad aiutare gli altri – ha raccontato commosso Claudio Regeni -. Sin da ragazzo aveva sempre mostrato un interesse verso le problematiche sociali, a seguito della propria esperienza universitaria e all’Onu, aveva deciso di proseguire i propri studi puntando la propria attenzione sui paesi in via di sviluppo, in particolare l’Egitto, una nazione che potenzialmente sarebbe potuta divenire una guida per il mondo arabo”.

In attesa di ulteriori sviluppi provenienti dalla magistratura, l’obiettivo della famiglia Regeni è quello di scoprire i motivi che hanno portato al delitto: “In questo momento siamo a conoscenza di chi sia stato, ma non sappiamo ancora il perché – ha concluso l’avvocato Ballerini -. Nonostante rischino ogni giorno la propria vita, diversi nostri collaboratori non hanno mai smesso di combattere per raggiungere la verità. Lo stesso atteggiamento non è stato messo in campo da parte delle autorità e per questo chiediamo che, a distanza di due anni, venga richiamato nuovamente in patria l’ambasciatore al Cairo”.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Abbonati!
leggi anche
Giulio Regeni
Campagna social
“Giulio Regeni è trevigliese”: l’aula studio dell’ex Upim prenda il suo nome
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI