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Atalanta, è l’ultima chiamata: col City serve un’impresa per restare in Champions

Contro la corazzata inglese di Guardiola i nerazzurri cercheranno di fare i primi punti per lasciare accesa la speranza di continuare il cammino in Europa

Dopo la sonora batosta subita nella gara di andata all’Etihad, l’Atalanta affronterà questa sera a San Siro il Manchester City nella quarta giornata del gruppo C di Champions League.1

Lo farà dopo aver subito una meritata sconfitta in campionato ad opera della bestia nera Cagliari, che è riuscito nell’impresa di espugnare Bergamo per il terzo anno consecutivo. La Dea può recriminare solo per il fatto di essere rimasta in dieci uomini per l’ingenua espulsione di Ilicic, dopo che però la formazione sarda si trovava già in vantaggio e, diciamola tutta, stava giocando decisamente meglio della compagine nerazzurra.

Come sempre non c’è la riprova di cosa sarebbe successo in parità di uomini, sta di fatto che, come detto dallo stesso Gasperini, la squadra ha probabilmente sbagliato l’approccio al match venendo giustamente punita.

Questa sera invece Gomez e compagni non possono assolutamente permettersi di sbagliare l’approccio alla gara, pena non tanto la sconfitta (che potrebbe anche starci) ma il rischio di essere letteralmente e nuovamente asfaltati dai giocatori del City.

Nella partita disputata in Inghilterra quindici giorni fa, gli uomini di Pep Guardiola hanno dimostrato di essere una formazione stellare, con giocatori di grandissima classe e la Dea è riuscita a restare in partita per circa mezz’ora dopo di che il City ha preso il volo.

Arrivati a questo punto del girone, è chiaro che le tre sconfitte subite dall’Atalanta hanno quasi totalmente compromesso le possibilità di qualificazione anche se, matematicamente parlando, non definitivamente azzerato. Credo che l’obiettivo più concreto dei nerazzurri possa essere il terzo posto con l’ammissione ai sedicesimi di finale dell’Europa League, anche se si tratta di un risultato che non dipende solo da ciò che faranno gli uomini di Gasperini.

Infatti per cercare di ottenere quanto detto bisogna dapprima cominciare a portare a casa punti e poi, ahimé, sperare nei risultati delle altre squadre. Già questa sera la Dea dovrebbe cercare di strappare almeno un punticino agli inglesi per poi puntare a vincere le altre due gare in programma con Dinamo Zagabria (in casa) e Shakthar (in Ucraina). Se poi la Dea dovesse perdere, e nella gara tra Dinamo Zagabria e Shakhtar Donetsk non uscisse il pareggio, i nerazzurri sarebbero matematicamente fuori dalla Champions.

Quindi situazione difficile, anzi difficilissima. Attacchiamoci allora a ciò che di bello c’è un questa partita ossia l’emozione di veder giocare dal vivo una delle squadre attualmente più forti del mondo, nella speranza che il motto “la palla è rotonda” questa volta agevoli i nerazzurri.

Di certo non mancherà il sostegno dei tifosi nerazzurri visto che saranno quasi 35mila gli spettatori che assisteranno al match.

In casa nerazzurra il mister può tornare a contare sul de Roon (fermo in campionato per squalifica) che affiancherà presumibilmente Freuler a centrocampo. In difesa i candidati ad un posto da titolare davanti a Gollini sono Palomino, Kjaer e Djimsiti, sulle fasce Castagne e Hateboer (out Gosens, non convocato), mentre in avanti, ancora assente Zapata, sembra scontato l’utilizzo del tridente Gomez, Ilicic e Muriel. Ma occhio a Malinovskyi, che potrebbe strappare una maglia da titolare.

Mister Guardiola dovrebbe utilizzare il consueto 4-3-3 con Ederson in porta, Cancelo, Fernandinho, Stones e Mendy in difesa, Gundogan, De Bruyne e David Silva in mezzo al campo e davanti il tridente Bernardo, Sterling e Jesus (probabile assente Aguero).

Una caratteristica che da sempre contraddistingue la formazione di Gasperini è che i giocatori danno tutto (e anche oltre) sul campo. Quindi di una cosa sono certo: comunque andrà a finire, anche questa sera vedremo “la maglia sudata”.

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