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Il cielo in platea: in scena canta “l’angelo” ritrovato di Donizetti

Considerata l’elevata richiesta di partecipazione per l’opera nel Cantiere del Teatro Donizetti, il direttore artistico del festival e regista dell’opera Micheli – con il supporto della Fondazione Teatro Donizetti e di tutti gli artisti impegnati nella produzione – ha deciso di coinvolgere la città in un percorso guidato di prove aperte

Cresce l’attesa per la prima mondiale in forma scenica dell’opera di Gaetano Donizetti L’ange de Nisida (Cantiere del Teatro Donizetti, 16 e 21 novembre, ore 20.30), partitura che si credeva perduta dopo il mancato debutto nel 1839 e che invece è stata recuperata e ricostruita da Candida Mantica, giovane ricercatrice calabrese con un dottorato alla Southhampton University, che ha lavorato per otto anni sui fogli manoscritti alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi, sparpagliati in 18 contenitori nei quali è riuscita a identificare circa 470 pagine manoscritte di Donizetti, grazie anche alla copia di una bozza del libretto conservata a Bergamo.

Per questo appuntamento in programma nell’ambito della quinta edizione del festival Donizetti Opera, alla ricostruzione filologica farà da cornice la ricostruzione edilizia, perché l’opera ritrovata (già eseguita nell’estate 2018 a Londra in forma di concerto) verrà messa in scena nel cantiere del Teatro Donizetti sottoposto da due anni a profondi lavori di restauro che si completeranno nel 2020.

Il restauro del Teatro Donizetti – che ha visto l’impegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, il Comune di Bergamo e la Regione Lombardia – è stato possibile grazie anche a un gruppo di donatori privati che hanno contribuito con 9.447.201 milioni di euro su un costo totale di 18 milioni di euro.
A questi mecenati così sensibili e impegnati nel restauro, agli sponsor del festival Donizetti Opera e agli Ambasciatori di Donizetti, si è aggiunto un gruppo speciale di dieci aziende bergamasche che ha reso possibile – con il contributo complessivo di circa 200 mila euro – la realizzazione dell’Ange de Nisida nel Cantiere del Teatro: Ambrosini Carni, Automha, Dufry, Faip, Fondazione Pesenti, Framar, Pellegrini, Perrel Utensili Fratelli Magoni, Siad e UBI Banca.

In queste settimane che precedono il debutto, i donatori hanno la possibilità di visitare il cantiere e conoscere lo spettacolo in una anteprima loro riservata, in programma il 13 novembre (ore 19).

L'ange de nisida

È di particolare soddisfazione – dichiara Giorgio Berta, presidente della Fondazione – annunciare che la musica, come previsto, tornerà a risuonare nel Teatro Donizetti con un progetto nato espressamente per il Cantiere. Non poteva esserci occasione migliore che far rinascere un’opera di Donizetti, creduta fino a poco tempo fa irrimediabilmente perduta, nel Teatro cittadino. Tutto questo avviene grazie a un prezioso lavoro di squadra, puntuale e meticoloso, e alla collaborazione fra tutti i soggetti coinvolti. Siamo quindi felici di poter condividere i primi momenti dell’allestimento dell’Ange de Nisida con i donatori e con la città attraverso un percorso significativo di prove aperte guidate da Francesco Micheli, che ha il compito di mettere in scena quest’opera sconosciuta”.

L’allestimento della “doppia rinascita” – con la regia di Francesco Micheli, le scene di Angelo Sala e i costumi di Margherita Baldoni –, è indicato a livello internazionale come un avvenimento imperdibile, e ha suscitato l’immediato interesse del pubblico e della critica che arriverà a Bergamo da tutto il mondo.
L’Orchestra Donizetti Opera sarà diretta da Jean-Luc Tingaud, con il baritono Florian Sempey nel ruolo di Don Fernand d’Aragon, Federico Benetti come Le Moine, il tenore Konu Kim sarà Leone de Casaldi, il maestro Roberto Lorenzi nel ruolo di Don Gaspar, il soprano russo Lidia Fridman – giovanissima interprete russa di ventitré anni messasi in evidenza la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria – vestirà i panni della Comtesse Sylvia de Linarès. In scena anche il Coro Donizetti Opera diretto da Fabio Tartari.

Prove aperte

Considerata l’elevata richiesta di partecipazione per l’opera nel Cantiere del Teatro Donizetti, il direttore artistico del festival e regista dell’opera Micheli – con il supporto della Fondazione Teatro Donizetti e di tutti gli artisti impegnati nella produzione – ha deciso di coinvolgere la città in un percorso guidato di prove aperte (sei appuntamenti) che stanno permettendo da metà ottobre di seguire le fasi di studio e allestimento dell’opera: al momento si contano oltre 700 partecipanti all’iniziativa, un numero superiore alla capienza del cantiere per recita.

Mercoledì 6 novembre, dopo la riunione della commissione di vigilanza, probabilmente saranno messi in vendita ulteriori biglietti (una cinquantina, sia online che presso la biglietteria ai Propilei) per le due rappresentazioni del 16 e del 21 novembre.

L'ange de nisida

Il debutto mondiale di un’opera di Donizetti è un’esperienza indescrivibile – afferma Francesco Micheli –. Davvero: non ci sono parole per restituire adeguatamente cosa stiamo provando nel far nascere un’opera del nostro grande concittadino. Proprio per questo, vogliamo che il maggior numero possibile di persone condivida con noi un simile regalo del destino. Pur nella complessità e delicatezza di un’opera che debutta nel cantiere del Teatro che porta il nome dell’autore dell’opera stessa, abbiamo previsto che quanti desiderano starci vicino in questo avventuroso percorso, possano farlo. Occasione preziosa anche per far conoscere quante persone nascoste, dietro le quinte, sono indispensabili nel dar vita a un’opera”.

Qui il calendario delle Prove aperte ancora disponibili:
Cantiere del Teatro Donizetti – Mercoledì 6 novembre – 19.30 Prove di regia
Cantiere del Teatro Donizetti – Sabato 9 novembre – 14.00 Prove di assieme
Cantiere del Teatro Donizetti – Lunedì 11 novembre – 18.30 Prove di assieme

Per partecipare è necessario visitare il sito web donizetti.org/festival e seguire le indicazioni per la prenotazione del posto che è gratuito tranne che per le prove di assieme (9 e 11 novembre, quando è previsto un biglietto al costo di 5 euro, da saldare in biglietteria entro mezz’ora prima dell’inizio).

L’allestimento

Per la prima messa in scena assoluta dell’Ange de Nisida, Francesco Micheli ha considerato l’occasione, il luogo e la situazione assolutamente non replicabile: il pubblico si accomoderà così nei palchi e su una tribuna costruita per l’occasione in palcoscenico; lo spettacolo invece si svolgerà sullo spazio destinato alla platea, con l’orchestra come di consueto in buca. L’intera sala del Teatro sarà così coinvolta nella regia e il pubblico potrà vivere una serata certamente singolare.

L'ange de nisida

“In un’operazione così complicata e fuori dal comune – spiega Micheli ho sentito il dovere di occuparmi della prima messa in scena: mi è sembrato quindi importante dare vita all’opera che non è ancora nata, nel grembo del teatro dedicato al nostro maestro. Il cantiere del Donizetti sarà la sala parto di Ange, col palcoscenico collocato sulla platea ancora sgombra e il pubblico tutto intorno a questa fragile creatura, come una famiglia che accoglie trepidante un neonato. Riconoscerete alcune pagine musicali che – dopo il fallimento del Théâtre de la Renaissance e il mancato debutto – Gaetano usò nella stesura della Favorite; in quest’opera ancora sconosciuta però l’atmosfera è più verosimile, i personaggi più umani. È sembrato perciò ancora più bello far muovere i loro primi passi nello spazio in cui normalmente si aggira il pubblico, proprio per farne risaltare l’umanità, la concretezza, la semplicità. Di Ange è significativa anche la storia della sua riscoperta: quella di Candida Mantica, ardimentosa musicologa-ostetrica di quest’opera, che si è immersa fra carte, fogli, documenti sparsi, ricomponendo il bandolo della matassa. Come restituire questa storia incredibile? Mettendo in scena il caos: un mare di fogli, come il mare che circonda l’isola di Nisida vicino Napoli, da cui prendono forma, terza dimensione le melodie e l’umanità di questo dramma davvero potente. Come al solito Gaetano dà spazio a chi normalmente non lo ha: qui tocca a Sylvia, non una cortigiana raffinata e padrona della situazione come Léonor protagonista della Favorite, ma una fanciulla reclusa e violentata. Un dramma che continua a perpetuarsi dell’origine dell’umanità a oggi”.

L'ange de nisida

Il festival Donizetti Opera 2019 si inaugurerà ufficialmente il 14 novembre con un concerto di Gala affidato al direttore musicale Riccardo Frizza con l’orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e un gruppo di cantanti fra i quali il baritono Alessandro Corbelli e il soprano Carmela Remigio, artista in residenza 2019. Quindi gli altri due titoli operistici al Teatro Sociale: per il progetto #donizetti200 Pietro il Grande (15 e 23 novembre, 1 dicembre) diretto da Rinaldo Alessandrini e la regia di Ondadurto Teatro, e il capolavoro Lucrezia Borgia (22, 24 e 30 novembre) secondo la nuova edizione critica, con Frizza ancora sul podio e un cast che – accanto alla Remigio – vanta Varduhi Abrahamyan, Xabier Anduaga e Marko Mimica.
Il 29 novembre, per il Dies natalis di Donizetti, Messa di Gloria in Santa Maria Maggiore (ore 20.30) con la direzione di Corrado Rovaris.

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