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Addio a Omero Antonutti: fu il narratore de “Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi

Malato da tempo, si è spento all’età di 84 anni. Ha recitato in numerosi film ed è stato voce narrante de “La vita è bella”, il capolavoro di Roberto Benigni

È morto l’attore e doppiatore Omero Antonutti. Si è spento martedì 5 novembre all’età di 84 anni: si trovava all’ospedale di Udine dove era ricoverato per le complicanze di un tumore che lo aveva colpito da tempo.

Nato a a Basiliano, in Friuli Venezia Giulia, il 3 agosto 1935, ha avuto una lunga carriera fra teatro e cinema. Sul grande schermo esordì nel 1966 interpretando una piccola parte ne “Le piacevoli notti”, diretto da Armando Crispino e Luciano Lucignani, con protagonisti Vittorio Gassman, Gina Lollobrigida e Ugo Tognazzi.

Ha recitato in numerosi film come “Padre padrone” (1977), “La notte di San Lorenzo” (1982), “Kaos” (1984) e “Tu ridi” (1998), firmati dai fratelli Taviani, e ancora in “Farinelli – Voce regina” di Gérard Corbiau (1994), “Un eroe borghese” di Michele Placido (1995), “I banchieri di Dio – Il caso Calvi” di Giuseppe Ferrara (2002), “Processo per direttissima” di Lucio De Caro (1974) e “Fatevi vivi, la polizia non interverrà” di Giovanni Fago (1974).

Come doppiatore ha prestato la sua voce a importanti attori internazionali come Christopher Lee ne “Il mistero di Sleepy Hollow”, “Il Signore degli Anelli” (“La compagnia dell’anello”, “Le due torri” e “Il ritorno del re”), “Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith”, “L’ultimo dei Templari”, “Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato” e “Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate”, Omar Sharif in “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, Michael Parks in “Kill Bill: Volume 2”, John Hurt in “V per Vendetta” e Robert Duvall in “Ricordando Hemingway” e “Terra di confine – Open Range”.

Non è tutto: è stato la voce narrante de “La vita è bella”, il capolavoro di Roberto Benigni (1997) e de ”Il mestiere delle armi”, diretto da Ermanno Olmi (2001). Al regista bergamasco lo legava una profonda amicizia, testimoniata dalle parole di affetto pronunciate all’indomani della sua scomparsa: “Sono distrutto – aveva dichiarato – perché era un uomo incredibile. Se fosse qui avrebbe saputo trovare le parole per consolarmi: la sua dolcezza e l’amore per gli altri, soprattutto per i giovani, destavano entusiasmo e affetto. Se n’è andato un uomo buono: era un uomo fra gli uomini e il suo cinema era particolare perchè ogni dettaglio per lui era una poesia. Era sereno e aiutava tutti, aveva una grandezza infinita”.

In tv, invece, Antonutti ha preso parte alla serie “Sacco & Vanzetti”, “N (Io e Napoleone)”, “La ragazza del lago”, “Come quando fuori piove”, “Il Pirata – Marco Pantani”, “Rebecca – La prima moglie” e “Miracolo a Sant’Anna”.

Alla radio, infine, ha spesso fatto da lettore nella serie di libri di Radio3.

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