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Cieco e paraplegico a 5 anni, i medici di Bergamo donano una speranza al piccolo Dylan foto video

Il viaggio di Veronica e del figlio, nato prematuro in un ospedale siciliano. La madre, denunciando un caso di presunta malasanità, si è rivolta all'avvocato bergamasco Roberto Trussardi

Veronica, 26 anni, è la giovane mamma di Dylan, che tra due settimane compirà 5 anni. Dalla nascita è affetto da tetraparesi spastica, epilessia sintomatica, ipovedenza e un grave ritardo neuropsicomotorio. Lei, il marito Daniele e la figlia Ambra, di soli 2 anni, vivono in Sicilia, ma tempo per stare a casa ne hanno poco. Sono quelli che le cronache definiscono ‘pendolari della salute’: su e giù per l’Italia in cerca di cure migliori. Spesso anche all’estero, visto che ogni cinque mesi sono a Bratislava, in Slovacchia, per sottoporre Dylan ad un ciclo di terapia intensificato.

mamma Veronica e DylanMamma Veronica, 26 anni, con il figlio Dylan

Su Facebook hanno aperto una pagina (‘Il sorriso di Dylan’, seguitissima) dove raccontano le difficoltà che una storia come la loro può riservare. Un diario dove condividere foto, video e lanciare una raccolta fondi per l’acquisto di una macchina più grande, adatta a trasportare Dylan e tutto ciò di cui necessita durante i suoi viaggi, evitando il trasporto aereo e ferroviario con il quale è difficile spostarsi essendo costretto in carrozzina. “Il macchinario che lo alimenta viene attivato per quattro pasti al giorno della durata di quattro ore ciascuno – spiega mamma Veronica -. È dunque di vitale importanza che sia sempre collegato anche mentre viaggia”.

Nell’ultimo periodo, però, le condizioni di Dylan si sono aggravate, dato che non riesce più ad alimentarsi per bocca. Giovedì 31 ottobre è stato sottoposto ad una operazione per l’inserimento della PEG, ovvero di un sondino per la nutrizione all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. “È andato tutto bene – fa sapere Veronica, che non lo perde di vista un attimo -. Ci siamo trovati a meraviglia con i dottori e le infermiere. Passavano spesso in stanza e venivano a trovarci anche la notte”.

Da qualche tempo Dylan non riesce più ad alimentarsi per bocca
mamma Veronica e Dylan

Ma quello con l’ospedale non è l’unico collegamento tra loro e Bergamo. La famiglia ha anche intrapreso una causa con richiesta di risarcimento danni all’azienda ospedaliera dove la mamma di Dylan si era recata durante la gravidanza. A difenderli c’è l’avvocato bergamasco Roberto Trussardi: “I genitori – spiega – accusano il personale dell’ospedale per la mancata diagnosi di eclampsia nonché per l’omessa assistenza durante il ricovero”. La giovane gestante, in preda a convulsioni – secondo la ricostruzione del legale – sarebbe caduta dal letto durante la notte e soccorsa solo il mattino successivo quando, incosciente, è stata trovata a terra dal personale delle pulizie.

“Ho fatto tutte le ecografie e fino alla trentunesima settimana di gestazione non c’era nulla che non andasse – la versione della mamma di Dylan pubblicata da Fanpage.it – poi sono cominciati i dolori. Non migliorando la situazione ho deciso di andare al pronto soccorso dove, dopo essere stata visitata, mi hanno detto che in realtà si trattava di contrazioni e che ero dilatata di cinque centimetri. A quel punto mi hanno ricoverata immediatamente e mi hanno bloccato le contrazioni. Il giorno successivo ho cominciato a vomitare sangue e del liquido nero, mi dicevano che dipendeva forse dal fatto che avevo mangiato pesante. Mi hanno messo una flebo, ma io stavo ancora male. Finché durante la notte non sono stata peggio e mentre mi sono alzata per chiedere aiuto ho avuto una crisi dovuta alla gestosi”.

A quel punto, Veronica e il bambino sono stati portati d’urgenza in sala operatoria. “Ci davano per spacciati, è un miracolo se entrambi siamo vivi”. Ma Dylan non era più il bambino che lei e il compagno avevano spiato attraverso le ecografie.

L’ospedale siciliano si è costituito nel giudizio e rigetta ogni responsabilità. La prossima udienza della causa, destinata a durare a lungo, si svolgerà il prossimo 28 novembre.

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