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“Aspettava la pensione per stare coi nipotini”: a Zandobbio dolore per Bruna, morta in Comune

Mariangela Antonioli è stata tra i primi ad accorrere nell'ufficio in cui la 59enne è stata trovata senza vita: "Sono sconcertata e addolorata"

È sotto choc la comunità di Zandobbio all’indomani della morte di Bruna Calegari, l’impiegata comunale di 59 anni ritrovata senza vita nel suo ufficio. Mentre gli inquirenti sono al lavoro per stabilire come sono andate le cose, il piccolo paese della Val Cavallina ricorda la donna deceduta nel primo pomeriggio di giovedì 31 ottobre.

Erano circa le 13 quando alcuni colleghi hanno udito un tonfo provenire dalla sua stanza, al primo piano del palazzo comunale di piazza Monumento. Al momento nessuno ha dato peso a quel rumore, pensando a un faldone caduto a terra. Ma dopo un’ora un dipendente ha aperto la porta e l’ha trovata riversa a terra, con tre ferite su collo e petto, ormai priva di vita. Inutile l’intervento dei sanitari del 118.

Tra i primi ad accorrere sul posto il sindaco del paese, Mariangela Antonioli: “Sono sconcertata e addolorata per quanto accaduto – commenta il primo cittadino – , conoscevo Bruna da una decina d’anni. Prime era stata all’ufficio anagrafe, poi a quello tecnico. Era una persona devota al lavoro, onesta, trasparente e puntuale. Ha sempre dimostrato una spiccata sensibilità verso gli altri, tanto che faceva parte del gruppo di protezione civile del nostro paese”.

nella foto: il sindaco Antonioli
mariangela antonioli sindaco zandobbio

“Era molto legata alla famiglia, in particolare ai figli e ai nipotini – prosegue Antonioli – . Le mancava poco alla pensione e attendeva quel momento per stare ancora più vicina a loro”.

Nel frattempo i carabinieri del nucleo investigativo di Bergamo proseguono le indagini. La pista dell’incidente, seppur molto strano, rimane la più quotata insieme a quella di un malore. Più defilata ma non esclusa l’ipotesi dell’omicidio.

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