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Un’immersione nella luce: le opere di Gennari come spot che orientano i sensi

Un artista, Gennari, la cui formazione da autodidatta lo ha reso particolarmente eclettico e alla ricerca inesausta, che gli è forse costitutiva, di una propria identità.

Identità e ambiguità, ricerca di sé ed evocazione dell’universale sono i poli del progetto artistico di Francesco Gennari allestito in Gamec fino al prossimo 6 gennaio, giorno di chiusura anche della mostra “Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo”.

Complice il contenitore espositivo che la ospita, l’installazione di Gennari si propone al visitatore come una emersione nell’oscurità e, viceversa, come un’immersione nella luce, in un gioco minimale di oggetti-concetti che si specchiano gli uni negli altri.

Lorenzo Giusti, che cura l’evento dal titolo “Sta arrivando il temporale”, propone a Bergamo l’arte del pesarese Gennari, che gioca con la natura mutevole di materiali d’uso comune, come carta e vetro, e con quelli più nobili della scultura di tradizione come bronzo e marmo. Il risultato di questo progetto, che è destinato a fare discutere il pubblico come di solito accade quando va in scena l’arte di environment, è un ambiente soffuso, quasi monocromo, scandito da improvvise accensioni di tono e di registro. Si tratta di affioramenti di materia-colore tra riflessi fluo e richiami terrigni in corrispondenza delle opere che animano lo spazio a pavimento e a parete.

La sala si percorre come un set di accadimenti minimi o nulli, indizi – forse – di un plot o di una vita. Possiamo lasciarci guidare dai titoli delle opere, “”Il tempo, la ripetizione, lo sguardo”, “Come una farfalla”, “Autoritratto su menta” e cercare, come accade nelle pratiche di brainstorming, di associare queste tracce a un filo di senso che riavvolga una storia. Oppure lasciarci guidare dagli spot di luce che orientano i sensi mentre ci si immerge in questa enigmatica topografia minimale che forse altro non è che un’evocazione post-moderna del “Viaggio intorno alla mia stanza” di De Maistre. Lo spaesamento è tutto esistenziale e la presenza a parete degli “autoritratti su menta” dell’artista, evanescenti ectoplasmi privati di fisionomia, suggerisce la complessità del concetto stesso di auto-rappresentazione nel linguaggio artistico di Gennari.

Un artista, Gennari, la cui formazione da autodidatta lo ha reso particolarmente eclettico e alla ricerca inesausta, che gli è forse costitutiva, di una propria identità. Da qui l’insistenza sul concetto di self-portrait “sia in senso fisico, come corpo, sia in senso emotivo, con la restituzione di un’atmosfera percepita”.

Il titolo dell’installazione, “Sta arrivando il temporale”, aggiunge all’insieme un senso di imminenza di pericolo e di provvisorietà del reale che colora di particolare pathos il “paesaggio mentale” ideato dall’artista.

La mostra è aperta fino al prossimo 6 gennaio in Gamec. Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 18, martedì chiuso.

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