“Per me non cambierà mai niente perché sono sfortunato” è una pesante e ingombrante convinzione limitante.
Buongiorno e ben ritrovati nella nostra rubrica del giovedì!
La volta scorsa abbiamo parlato delle convinzioni POTENZIANTI, cioè di quelle incredibili forme di pensiero, generate dalla nostra mente, che ci aiutano nei momenti di difficoltà. Capita tuttavia che le idee che ci girano in testa siano anche di altra natura, fornendoci immagini distorte della realtà, sabotate dai nostri pregiudizi, le cosiddette convinzioni LIMITANTI.
La domanda che vorrei subito porre oggi è pertanto la seguente:
SIAMO IN GRADO DI RENDERCI CONTO CHE SI TRATTA SOLTANTO DI UNA CONVINZIONE LIMITANTE?
Il termine “soltanto” è determinante. Costituisce il punto di partenza dal quale iniziare la nostra riflessione. Abbiamo detto che le convinzioni sono idee radicate nella nostra mente, che non mettiamo in discussione, e pertanto crediamo vere.
Il fatto di CREDERE che esista una reale condizione di IMPOSSIBILITA’ è un limite specifico che noi stessi originiamo quando non abbiamo cura dei nostri pensieri.
Un esempio chiarirà meglio il concetto.
Vi è mai capitato di sentirvi stanchi e demotivati dinanzi alle fatiche di una giornata e ripetere a voi stessi, magari sbuffando, “come mi sento stanco”? Penso sia capitato a ognuno di noi in più di un’occasione. Ebbene, immaginate di parlare invece alla vostra testa con parole diverse, eliminando la connotazione di stanchezza e sostituendola invece con una sensazione di energia. Provate. In breve tempo riscoprirete una inaspettata vitalità.
Perché accade questo? Perché il nostro cervello CREDE a tutto ciò che gli diciamo. Ascolta le parole che utilizziamo e le rielabora razionalmente creando lo stato emotivo più simile al termine che gli è stato proposto. Viene definita chimica del cervello, in quanto, al suo interno, vengono prodotti gli specifici ormoni che ci fanno sentire in un modo piuttosto che un altro.
Ricordatevi quando eravate innamorati. Ricalatevi nella sensazione profonda di benessere che vi avvolgeva in quel periodo della vostra vita. Tutto sembrava procedere in modo completamente nuovo e sconvolgente. Eravate vitali e proattivi. I problemi? Svaniti all’orizzonte. Esistevano? Certo che sì. La realtà oggettiva era sempre la stessa. Cosa si era modificato? Il vostro modo di porvi dinanzi ad essa.
È chiaro che non sarebbe realistico vivere sempre in una condizione del genere. Quello che ci tengo in ogni caso a portare alla vostra attenzione è che è possibile scegliere COME ridimensionare i pensieri che remano contro alla serenità della nostra persona. Pensare di non essere in grado di affrontare una situazione complicata in ambito lavorativo o personale è, di fatto, una convinzione limitante.
Essere convinti di non riuscire ad imparare una lingua straniera, piuttosto che cimentarsi in un qualsiasi nuovo percorso di apprendimento (penso, per citare un caso, al conseguimento di una laurea), è una convinzione limitante.
Non affrontare un chiarimento con il partner, un figlio, un amico, tanto “so già che non capirà perché lui/lei è fatto così eccetera” è una convinzione decisamente limitante. “Per me non cambierà mai niente perché sono sfortunato” è una pesante e ingombrante convinzione limitante.
CHE COSA permette di trasformare questi pensieri distruttivi in una nuova idea di possibilità? L’autostima.
Apprendere come divenire amici di noi stessi è il primo passo verso una nuova e diversa consapevolezza. In fondo, noi siamo la persona con cui trascorreremo tutta la vita. Imparare ad elogiarci nei momenti di superamento di una difficoltà è importante. Consolida in noi stessi la fiducia che la situazione attuale non sia per sempre, ma, al contrario, possa portare al raggiungimento di
una situazione desiderata.
In fondo che cosa ci direbbe un buon amico in una situazione del genere? Ci farebbe i complimenti. Cosa che non sempre ci hanno abituato a fare.
Quindi, anche in questo caso, dipende ancora da noi. Da come scegliamo di utilizzare le parole che, una volta all’interno della nostra mente, origineranno le nostre intenzioni e, successivamente, le nostre azioni.
Parole buone migliorano la vita.
Concentrarsi sulla parola “problema” anziché su quella “risultato” porta inevitabilmente a vedere, sentire, discutere sempre e soltanto di difficoltà. Orientare la nostra mente a focalizzarsi su termini meno drastici e più costruttivi innesta automaticamente un meccanismo inconscio di proattività. Semplicemente trasformare il termine “difficile” con “impegnativo” per esempio, induce il cervello a credere che, con un po’ di impegno, sia possibile arrivare alla soluzione.
Provate voi stessi. È più semplice di quello che potreste immaginare.
La prossima volta approfondiremo il concetto di autostima, con tutti i potenti benefici che ne possono derivare tenendo sempre ben presente che concedersi una possibilità è sempre meglio che non averne.
Buona giornata e cominciate ad apprezzare CHI siete. Agite come fareste con qualunque persona a cui tenete e alla quale volete bene. Potreste avere dei risultati stupefacenti…
L’immagine di copertina è di Tom Ezzatkhah da Unpsplash