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Teatro Donizetti: è ancora cantiere, ma già un grande spettacolo

E mentre ancora si respira polvere di cantiere, l'emozione è già intensa

Non ci sono tappetti rossi, nessun velluto e nemmeno un posto a sedere: ma è già uno spettacolo. Il Teatro Donizetti ha aperto i battenti per mostrare lo stato dei lavori, incontrare i donatori e conoscere in anteprima lo spettacolo di Francesco Micheli per “L’ange de Nisida” di Gaetano Donizetti, in prima mondiale.

teatro donizetti

Sono le 18 di martedì 29 ottobre quando all’ingresso del cantiere si presenta il sorriso di Simone, una giovane maschera che indica il percorso. Reti metalliche, assi, fango e cemento tracciano il percorso che porta all’entrata del teatro. Nel foyer le luci mostrano i nuovi colori affiorati dai restauri, i donatori vengono ricevuti dal benvenuto di Giorgio Berta, presidente dalla Fondazione Donizetti e vero padrone di casa.

“In questi mesi, nonostante i problemi, non ha mai perso il suo aplomb” sottolinea il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Alcuni tecnici delle imprese Fantino Costruzioni di Cuneo e della Notarimpresa di Novara fanno da ciceroni. Mostrano i lavori eseguiti in platea, gli scavi per ricavare i magazzini, la buca per l’orchestra che scompare con un meccanismo per lasciare posto a 90 poltroncine, dal soffitto sono scomparse le strisce nere del riscaldamento, ogni palchetto è stato tinteggiato di rosso cardinale.

“Siamo alla conclusioni dei lavori, gli interventi più importanti sono stati realizzati, ora mancano tutte le finiture” spiega Berta che ringrazia il direttore della Fondazione Donizetti Massimo Boffelli che ha condiviso tutte le preoccupazioni di questo cantiere. Negli occhi degli imprenditori che hanno donato denaro per questo recupero c’è soddisfazione. Molti evocano i sette anni di cantiere per la ristrutturazione dell’Accademia Carrara. Certo, l’orgoglio bergamasco di avere un’impresa di casa trova riparo nei materiali di Italcementi e di Magnetti. Questa ristrutturazione è figlia del suo tempo, quindi non può mancare di contaminazione: i rasi che ricopriranno le pareti del palchi sono stati realizzati da Rubelli a Venezia. Riproducono una lira ripresa da un fregio delle gallerie.

E quando l’architetto Berlucchi mostra una slide e afferma che non ci sono state molte demolizioni e ricostruzioni, basta osservare gli sguardi dei tecnici delle imprese edili che si sollevano verso l’alto. Punti di vista divergenti. A unire tutti è il grande impegno e lavoro portato avanti da Francesco Micheli, direttore artistico del Donizetti Opera Festival e della stagione lirica, in questi cinque anni. Lo riconosce ad alta voce il sindaco, lo conferma Berta. Micheli ha permesso ai bergamaschi non solamente di riscoprire il grande compositore, ma di amarlo davvero come si deve a un figlio di questa terra. E portare nel mondo questo amore per la lirica che riconosce Bergamo città del Donizetti, uno dei cinque grandi compositori più rappresentati al mondo.

teatro donizetti

Il teatro che porta il suo nome fu costruito nel 1791 su progetto di Giovanni Francesco Lucchini e inaugurato il 24 agosto di quell’anno come Teatro Riccardi nella zona usata per le fiere e il divertimento, nel cuore commerciale della città di Bergamo. Nella notte tra l’11 e il 12 gennaio 1797 un incendio doloso distrusse interamente l’edificio, che fu poi ricostruito tutto in muratura e aperto per la Fiera del 1801. Da quell’anno al 1809 la programmazione artistica fu affidata a Giovanni Simone Mayr – maestro di Gaetano Donizetti – che allestì con successo anche alcune sue opere.

Alle stagioni del Riccardi parteciparono i più apprezzati cantanti, tra cui i soprani Giuditta Pasta e Giuseppina Strepponi nonché il tenore Giovan Battista Rubini, artisti fondamentale del repertorio belcantistico. Nel 1840 Gaetano Donizetti, accolto con entusiasmo dal pubblico e da Simone Mayr, fu ospite alla rappresentazione della sua opera “L’esule di Roma”.

Nel 1897, anno centenario della nascita di Gaetano Donizetti, il teatro venne intitolato al più illustre cittadino bergamasco. Nell’occasione si organizzarono grandi festeggiamenti e presero il via importanti lavori di rinnovamento dell’edificio, che fu dotato di una nuova facciata, opera dell’architetto Pietro Via.

Il nuovo teatro che verrà riconsegnato a lavori conclusi nel settembre 2020 avrà anche un book shop, una sala concerti, una sala ristorante con terrazza che si affaccerà sul Sentierone.

“Sarà un teatro aperto tutto il giorno e per diverse occasioni” rimarca Gori. E anche se ancora si respira polvere di cantiere, l’emozione di questo teatro che riapre è già uno spettacolo. Un grande spettacolo.

Foto e video di Federico Valentini

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