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Giunto rotto sulla Cremona-Treviglio, i sindaci presentano un esposto in Procura

Il guasto, lo scorso 13 ottobre, potrebbe essere stato simile a quello che nel gennaio 2018 causò il deragliamento di Pioltello. Bolandrini (Caravaggio): "È il modo migliore per ricordare chi quel giorno non ha fatto ritorno a casa"

Una tragedia sfiorata, che inevitabilmente richiama quella del 25 gennaio 2018: quando nel deragliamento del treno regionale 10452 a Pioltello morirono tre donne e restarono ferite oltre un centinaio di persone.

“Con i colleghi sindaci dell’asta Cremona-Treviglio ho depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Cremona nel quale segnaliamo quanto accaduto domenica 13 ottobre sul binario di collegamento tra la stazione di Crema e quella di Casaletto Vaprio – annuncia su Facebook il sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini -. Un altro giunto dei binari, secondo quanto riportato dalle cronache locali, avrebbe ceduto e solo la prontezza del macchinista alla guida del treno 10482 avrebbe evitato un nuovo possibile deragliamento”.

La linea era stata sospesa e sul posto, pochi minuti dopo, erano arrivati i tecnici di Rfi per sistemare il guasto. La circolazione ferroviaria era poi ripresa intorno alle 22.30. “Rivendichiamo il diritto di viaggiare in sicurezza e in condizioni dignitose – conclude Bolandrini nel suo messaggio social -: è questo il modo migliore per ricordare chi quel 25 gennaio non ha fatto ritorno a casa o è rimasto ferito nel corpo e nell’anima”. Starà ora agli inquirenti valutare l’esistenza di eventuali profili di illiceità penale e, nel caso, procedere per individuare i responsabili.

La Procura di Milano, proprio in questi giorni, ha chiuso le indagini sul disastro ferroviario che a Pioltello costò la vita a Ida Milanesi, 61 anni, medico di Caravaggio, Pierangela Tadini, 51 anni, di Misano Gera d’Adda, e Giuseppina Pirri, 39 anni, di Capralba (Cremona). Per undici persone ora si profila il processo: si tratta di due manager e sette tra dipendenti e tecnici Rfi (Rete ferroviaria italiana), la stessa società e due ex vertici dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie. Stralciata, invece, la posizione di due manager Trenord e della società in vista dell’archiviazione.

Secondo i magistrati sarebbero responsabili di una serie di omissioni a catena nella manutenzione, commesse a partire dai livelli più bassi fino ai vertici di Rfi, che avrebbero impedito di mantenere la linea Cremona-Milano “in buon stato di efficienza per la sicura circolazione dei treni” in modo da prevenire il disastro di Pioltello. Le accuse sono di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

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