BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Fare cassa con la plastica è poi così utile e corretto?

Il Governo italiano, sull’onda dei movimenti “Strike for future” promossi da Greta Thunberg, ha deciso di introdurre una tassa di 1 euro al kg per gli imballaggi di plastica, perché sarebbe il nuovo nemico dei sistemi ecologici planetari

Più informazioni su

La plastica è un nemico?

L’Unione Europea, all’inizio del 2019, ha dichiarato guerra alla plastica per alcune tipologie merceologiche: introducendo una messa al bando per i prodotti monouso. Tale decisione entrerà in vigore gradualmente dal 2021 e si applicherà per gradi e non per tutti i settori dove vengono utilizzati i polimeri plastici. Ed è bene sottolineare questa gradualità di introduzione e di messa a regime.

Il Governo italiano, sull’onda dei movimenti “Strike for future” promossi da Greta Thunberg, ha deciso di introdurre una tassa di 1 euro al kg per gli imballaggi di plastica, perché sarebbe il nuovo nemico dei sistemi ecologici planetari. Il condizionale è d’obbligo perché il problema non è l’uso della plastica, ma il suo corretto smaltimento, che dipende dalla civiltà umana. Ma non voglio entrare ora in dibattiti ambientali ed etici, piuttosto limitarmi agli effetti economici della scelta del Governo giallo-rosso.

Va premesso che in Italia le imprese produttrici e utilizzatrici di imballaggi in plastica versano annualmente un contributo al Conai, Consorzio Nazionale Imballaggi. La finalità di questo contributo è di incentivare l’uso di imballaggi maggiormente riciclabili, collegando il livello contributivo all’impatto ambientale delle fasi di fine vita/nuova vita del prodotto. Le aziende pagano una cifra che va dai 150 ai 546 euro a tonnellata prodotta (da 0,15 a 0,54euro al kg) a seconda delle varie classi di prodotto, con un contributo più alto per i prodotti non riciclabili e più basso per quelli riciclabili.

Con la legge finanziaria il Governo introdurrà questa ulteriore tassa, di 1 euro al kg a prescindere dalla tipologia di imballaggio. Pertanto, al contributo Conai, si aggiungerà la nuova tassa, portando ad esempio la tassazione ambientale del PET, il materiale con cui sono fatti quasi tutte le bottiglie dell’acqua e i flaconi che abbiamo in casa, dall’attuale contributo di 0,20 centesimi al kg a 1,20 euro al kg. Attualmente la quotazione del PET al KG è di 0,90 centesimi di euro. Con la nuova tassa, da giugno 2020, il costo del PET al kg passerà da 1,1 euro (prezzo di mercato, più Conai) a 2,1€ al kg. Un aumento quasi del 100% che non potrà che avere effetti devastanti per il settore di produzione e che verrà poi scaricato, per le plastiche ad uso domestico, sul consumatore, che vedrà rincari dei prodotti per il solito motivo che costerà molto di più produrre il flacone che li contiene (la stima è di +10% del costo di ogni flacone). È vero che saranno rincari di pochi centesimi a confezione, ma l’effetto sommatoria sottrarrà alle tasche delle famiglie italiane un po’ di euro un centesimo alla volta.

Il nostro Paese ha importanti distretti produttivi di lavorazione della plastica e di produzione degli imballaggi, che devono competere su mercati mondiali. Aggiungere questa tassa, di colpo, senza finalizzarla, senza adeguarla alle tipologie di materiali, senza prevedere dei tempi applicativi, avrà il solo effetto di danneggiare le nostre imprese, di renderle meno competitive sul mercato europeo in primis e su quelli globali. In un momento in cui l’economia Europea sta frenando, imporre ai produttori di imballaggi questa tassa è colpirli a morte.

Il Governo con questa nuova imposizione farà forse cassa, ma potrebbe danneggiare irrimediabilmente un settore e migliaia di posti di lavoro e famiglie.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.