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Congedo parentale: quando, quanto spetta e di cosa si tratta

Il congedo parentale può essere goduto in via continuativa, frazionato a giorni, ma anche ad ore

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Il congedo parentale altro non è che la “vecchia” maternità facoltativa. Trattasi infatti del periodo di astensione facoltativa concessa alla madre e/o al padre lavoratore dopo la nascita di un figlio.

Se fino a qualche anno fa era concesso alla lavoratrice o al lavoratore di astenersi dall’attività lavorativa e godere del congedo sino agli otto anni del figlio, dal 25/6/2015 i genitori possono astenersi sino ai dodici anni di vita del bambino.

Quanto tempo possono astenersi i genitori? Complessivamente l’astensione non può superare i dieci mesi i quali si estendono a undici mesi se il padre lavoratore esercita il diritto di astensione per un periodo non inferiore a tre mesi.

Il diritto di astensione spetta:

– alla madre lavoratrice, a seguito del congedo di maternità (o astensione obbligatoria), per un periodo non superiore a sei mesi;

– al padre lavoratore, dalla nascita del figlio per un periodo non superiore a sei mesi, elevabile a sette nel caso in cui si astiene per un periodo non inferiore a tre mesi;

– qualora vi sia un solo genitore, per un periodo non superiore a dieci mesi.

Il congedo parentale può essere goduto in via continuativa, frazionato a giorni, ma anche ad ore.

La fruizione su base oraria è consentita in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero, per esempio: una lavoratrice che presta la propria attività lavorativa per otto ore al giorno, può
usufruire di un congedo frazionato di quattro ore. È consentito fruire per alcuni periodi di astensione su base mensile, altri su base giornaliera ed altri ancora su base oraria.

In caso di lavoratori con figli nati da parto gemellare o plurigemellare, il diritto al periodo suddetto di astensione si estende per ogni figlio.

Il lavoratore è tenuto a comunicare con un congruo preavviso al proprio datore di lavoro l’intenzione di astenersi e di fruire del congedo parentale. Il genitore che intende fruire del congedo dovrà presentare la domanda preventiva all’INPS mediante i canali telematici accedendo al sito con le proprie credenziali o affidarsi, per la richiesta, agli intermediari abilitati.

Durante il periodo di astensione, al genitore spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media globale giornaliera fino ai sei anni del bambino. Il congedo, salvo i limiti di reddito e di età
previsti dalla norma, non è retribuito se goduto dai sei anni e sino ai dodici anni del bambino.

In alternativa al congedo parentale la lavoratrice o il lavoratore possono chiedere al datore di lavoro una riduzione dell’orario di lavoro (orario da tempo pieno a part-time) per la durata del congedo parentale, con una riduzione di ore non superiore al 50%.

Foto da Unsplash

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