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L’attrice bergamasca Giulia Manzini: "Debutto su Canale5 nella fiction Made in Italy" - BergamoNews
L'intervista

L’attrice bergamasca Giulia Manzini: “Debutto su Canale5 nella fiction Made in Italy”

Reciterà nella nuova fiction Mediaset che andrà in onda in primavera sulla rete ammiraglia del Biscione. Nel cast oltre a lei, spiccano Margherita Buy, Marco Bocci, Fiammetta Cicogna e Greta Ferro

L’attrice bergamasca Giulia Manzini debutta su Canale5. Reciterà nella nuova fiction Mediaset “Made in Italy”, proposta in anteprima su Amazon Prime Video, il servizio di video streaming di Amazon, e nella prossima primavera sulla rete ammiraglia del Biscione.

La serie, diretta da Luca Lucini (Tre metri sopra il cielo, Oggi sposi, Nemiche per la pelle) e Ago Panini, regista pubblicitario tra i più affermati, racconta la nascita della moda italiana negli anni Settanta. Oltre alla trama affascinante, si caratterizza per il cast che, fra gli altri, annovera Margherita Buy, Marco Bocci, Fiammetta Cicogna e Raoul Bova.
Abbiamo intervistato Giulia Manzini per saperne di più.

Come è nato questo suo nuovo lavoro?

Faccio l’attrice di professione, lavoro per una compagnia teatrale di Bergamo, Pandemonium Teatro, e un’agenzia a Milano mi rappresenta per i lavori pubblicitari, televisivi e cinematografici. Ho effettuato il casting per “Made in Italy” a settembre dell’anno scorso e sono stata scelta: è una bella soddisfazione e ogni volta che vieni selezionata provi una grande emozione.

E quando è nata la sua passione per il teatro?

La mia storia è particolare: sono figlia di due attori, Tiziano Manzini e Lisa Ferrari, entrambi di Pandemonium Teatro, quindi sono nata in questo mondo. Sin da piccola mi portavano in tournée e anche crescendo ho vissuto la realtà del teatro: è stata una fortuna avere in comune con loro la passione per la recitazione, perchè non è scontato che ai figli piaccia la stessa attività dei genitori. Tuttora lavoro per la compagnia che organizza progetti, spettacoli e laboratori per le scuole, teatro per le famiglie e prosa per gli adulti.

Quando ha esordito?

A dieci anni, nello spettacolo “La mucca e l’uccellino”, in scena con mia madre. Viene proposto ancora in una versione aggiornata considerando che sono cresciuta: quando ero bambina l’impostazione era più fiabesca, mentre ora è goliardica e giocata sulle gag sul rapporto genitori-figli. Ho coltivato questo interesse e nel frattempo ho proseguito negli studi diplomandomi al liceo Lussana e poi mi sono laureata in psicologia. Studiavo in università e al tempo stesso lavoravo nella compagnia teatrale poi, oltre a dedicarmi al teatro ho cominciato a propormi per recitare in video, un mondo ampio e variegato, che utilizza un linguaggio diverso. Non comprende solo cinema e tv, ma anche le pubblicità, i video aziendali, i videoclip musicali e di formazione. Ho preso parte a tanti spot, per esempio per Dalani, Superenalotto e Kinder.

La mucca e l'uccellino

E quando ha debuttato al cinema?

Nel 2015 ho interpretato una piccola parte nel film “Io, Arlecchino”, con Giorgio Pasotti, mentre due anni dopo, nel 2017, ho ricoperto un ruolo più ampio ne “Gli sdraiati”, con Claudio Bisio: sul set sono stata a stretto contatto con lui perchè il suo personaggio lavorava in televisione e io interpretavo una delle sue assistenti. Ho potuto conoscerlo personalmente ed è proprio come lo vedi in tv: simpatico, alla mano e sempre sorridente.

Ha già lavorato anche in tv?

Si, nella fiction “Una grande famiglia”: ho svolto una piccola parte, ma è stata importante per iniziare. L’obiettivo, come è normale che sia, poi, è fare sempre di più per crescere professionalmente. Nel settembre 2018 sono stata scelta per la serie “Made in Italy” con un ruolo più rilevante. La trama vede protagonista Irene, interpretata dall’attrice Greta Ferro, una ragazza che sta studiando giornalismo e per guadagnare qualcosa risponde all’annuncio di una rivista di moda dell’epoca, “Appeal”. Io sono la segretaria centralinista della redazione, a stretto contatto con tutti. Fiammetta Cicogna veste i panni di una redattrice e amica della protagonista, mentre Margherita Buy è una delle caporedattrici, Maurizio Lastrico un grafico e Marco Bocci un fotografo freelance che lavora per questo periodico. Non ho condiviso, invece, scene con Raoul Bova perchè impersonifica Armani e le sue parti sono ambientate in location diverse.

Cosa le è piaciuto maggiormente?

L’affiatamento che si è instaurato sul set: si è creata una bella sinergia fra tutti noi, era come se fossimo davvero i colleghi di quella rivista che stavamo interpretando. Fra i più giovani e i “mostri sacri” c’è stata molta complicità con l’obiettivo di dar vita a un lavoro di qualità. Inoltre, va sottolineata l’organizzazione, perchè è stato tutto perfetto e curato nei minimi dettagli, dalle scenografie al trucco e parrucco.

Sono nate amicizie fuori dal set?

Si, in modo particolare mi sento con Greta Ferro, Fiammetta Cicogna e Maurizio Lastrico. Anche con Erica Del Bianco, che era la mia compagna di camerino, si è creato un ottimo rapporto: nella fiction è una redattrice antipatica, ma in realtà è simpaticissima.

Giulia Manzini

Cosa ha significato approdare su Canale5?

Sono contenta di aver compiuto questo passo che mi permette di farmi conoscere da più persone e proseguire nella mia carriera. Come sempre tutto dipende da cosa fai in televisione: difficilmente parteciperei a un reality, una tipologia di programma che penso non mi appartenga, perchè voglio svolgere il mio lavoro di attrice. È vero che ormai nel mondo dello spettacolo e sui social (anche io sono su questi networks), non ti presenti solo per il tuo lavoro e mostri anche altri aspetti di te stesso, ma non mi interessa tanto essere famosa per aver partecipato a un reality ma per come svolgo la mia professione. In quest’ottica, “Made in Italy” è un bel prodotto: oltre a essere intrattenimento racconta parte della storia italiana e delle sue eccellenze della moda.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il futuro?

Spero che possa esserci una seconda stagione della fiction: farebbe piacere sicuramente a tutto il cast che ha lavorato a questo progetto. Intanto, proseguirò con la stagione di Pandemonium Teatro, che propone un ricco cartellone. Abbiamo debuttato settimana scorsa con lo spettacolo “Mamma e papà giochiamo”, dove sono in scena insieme a un mio collega e interpretiamo una coppia in attesa di un bambino: siamo due genitori cresciuti nell’era della tv e dell’elettronica ma vogliono riscoprire i giochi di una volta per far giocare il loro figlio quando sarà nato. Sono sempre pronta, poi, per nuovi progetti e traguardi: il mio lavoro permette di calarsi in ruoli diversi e in futuro non mi dispiacerebbe cimentarmi nella parte della cattiva.

C’è un’attrice a cui si ispira?

Mi piace molto il cinema americano: su tutte cito Meryl Streep, che ha una carriera lunghissima e riesce sempre a trasmettere qualcosa di sè. Un’altra professionista che stimo è Kate Winslet, che ha effettuato un percorso grandissimo. Nel cinema italiano, invece, mi ha colpito molto Kasia Smutniak nel film “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese e in “Moglie e marito”, dove è sposata con Pierfrancesco Favino e un giorno si sono svegliati l’uno nella fisicità dell’altro ed è stata bravissima.

Qual è il suo sogno nel cassetto?

Un film da protagonista: penso che sia il sogno di qualsiasi attore.

E da chi vorrebbe che fosse diretto?

Quentin Tarantino, che trovo geniale.

 

La foto dello spettacolo “La mucca e l’uccellino” è tratta dalla pagina Facebook di “Pandemonium Teatro”

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