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È dell’Atalanta il calcio più bello della Serie A: in 25 anni nessuno aveva fatto tanti gol fotogallery

La valanga nerazzurra travolge l'Udinese, con la solita rimonta. Un 7-1 da record come 67 anni fa. E 28 gol in 9 partite è da primato nella A dei tre punti

Signori, è qui la festa. Se volete vedere il più bel calcio della Serie A, venite a Bergamo: dirige l’orchestra Gian Piero Gasperini e, anche se manca uno dei tre tenori (Zapata), lo show continua. Come prima, più di prima. Con un Muriel stellare e una squadra che nonostante la fatica di Manchester regala spettacolo e gol contro la malcapitata Udinese. E meno male che i friulani avevano la difesa più forte della Serie A…

Se abbiamo celebrato la forza del Manchester City e la bellezza del suo gioco, oltre alla differenza tecnica evidente, invece l’Atalanta contro l’Udinese sembrava il Manchester City e certo il fatto che la squadra di Tudor sia rimasta in dieci, poco prima del 2-1, non sminuisce la grandezza della partita giocata dai nerazzurri. Che riprendono le vecchie (a volte pericolose, ma quasi sempre a buon fine) abitudini, quelle delle rimonte. Mai impossibili, tantomeno sotto la nuova Nord-Pisani. L’ultima rimonta era di un mese fa e aveva portato un pareggio, dopo il 2-0 provvisorio della Fiorentina a Parma e i gol di Ilicic e Castagne.

Col cuore in gola, allora, perché questa Atalanta non molla mai. Nemmeno sul 5-1 a favore e dopo aver realizzato due gol meravigliosi, il quarto con Muriel confezionato da Ilicic e Gomez, il quinto con Pasalic ancora imbeccato da Ilicic e Gomez. E la freddezza di Muriel sui rigori, che fino a qualche settimana fa sembravano un tabù dopo l’errore di Ilicic dal dischetto con lo Shakhtar. E la forza nel ripartire e rimontare, anche dopo aver subìto il gol per uno sciagurato errore di Kjaer.

Gasperini voleva un Ilicic più concreto? Josip è così, il genio che a volte sembra assente, però se si accende non ce n’è per nessuno. E’ lui che innesca la valanga nerazzurra prima con il gol del pareggio, poi procurandosi il calcio di rigore della svolta e sempre nel primo tempo mette la firma anche sul 3-1. La ripresa, come tradizione sotto la nuova Nord-Pisani, è l’apoteosi dei Gasperini-boys, con la perla finale del gioiellino Traorè. Lo rivedremo stasera, lunedì 28 ottobre alle 20,30 al Gewiss Stadium, alla conquista della Supercoppa Primavera in Atalanta-Fiorentina.

Battere l’Udinese? Gasp alla vigilia aveva chiesto l’aiuto del pubblico per superare una sfida molto delicata e ringrazia: “Avevamo bisogno di tornare a giocare sul nostro campo, i ragazzi sono stati straordinari, però qui si sono esaltati. Non si può tornare indietro, ma con Torino e Fiorentina abbiamo giocato in campo neutro, chissà qui a Bergamo invece…”.

Luis Muriel, tripletta contro l'Udinese
Muriel

Eh sì l’effetto Gewiss Stadium è trascinante, con quella Curva rinnovata che già prima si faceva sentire, ma ora moltiplica i decibel del tifo: e in due partite sono già ben cinque i gol sotto la Curva, dopo quello di Gosens ecco Muriel due volte, Pasalic e Traorè. Ah, la classifica? Due punti guadagnati su Juve e Inter e mercoledì lo scontro diretto per la Champions a Napoli. Questa è la bellissima realtà nerazzurra: una volta ci si guardava alle spalle per vedere dov’era la terzultima…

Due curiosità: Atalanta-Udinese da record eguaglia la vittoria sulla Triestina di 67 anni fa, l’8 giugno 1952, 7-1 a Bergamo con poker di Jeppson e reti di Brugola, Soerensen e Cergoli. E nessuna squadra aveva segnato tanto, 28 gol in Serie A, nelle prime 9 giornate, da quando si gioca per i tre punti (stagione 1994-95).

Un pensiero, infine, a Ennio Arengi: era il 1992-93 quando raccontavamo l’Atalanta per L’Eco e Bergamo Oggi, quando ancora si poteva assistere agli allenamenti e ogni giorno ci si trovava a Zingonia, cercando di capire dalle espressioni di Franco Previtali (grande intenditore di calcio e sempre presente al Centro Bortolotti) chi era più in forma, chi avrebbe giocato. Arengi, oltre che di Caniggia (e si capisce) era innamorato di Leo Rodriguez, che però non aveva il grande talento del Figlio del Vento. E allora aspettavamo i gol, che però non arrivavano mai, di Ivan René Valenciano. Ecco, caro Ennio: ti saresti divertito a vedere e raccontare questa Atalanta dove un altro colombiano, Luis Muriel, ha già segnato 8 reti in 9 partite, per non parlare di Duvàn Zapata, 29 solo in campionato tra l’anno scorso e quest’anno. “Ciao Ennio”, ti ha salutato anche la Nord con uno striscione.

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