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La Chiesa di Sant’Eufemia, un antico gioiello incastonato nella Rocca foto

Nuovo appuntamento della rubrica domenicale di BGY che oggi fa tappa in Città Alta

“Qui, deposte le poche ceneri di perseguitati politici soppressi nei campi di sterminio tedeschi, rievocano il martirio ammonendo che soltanto la libertà e dignità umana rendono fecondo il sacrificio, eterna la patria”.

Recita così una delle lapidi commemorative affisse lungo la facciata della Chiesa di Sant’Eufemia, antico edificio religioso posto nei pressi della Rocca di Bergamo.

Benchè venga citata per la prima volta soltanto nel 1006, alcuni ritrovamenti avrebbero evidenziato un’origine molto più antica della costruzione che si legherebbe alla presenza sul colle omonimo del “Capitolium”, in epoca romana sede delle istituzioni civili e religiose.

Eretta attorno al V-VI secolo d.C. probabilmente sulle fondamenta di un tempio pagano, nel corso del Medioevo la struttura venne elevata a chiesa vicinale, status che mantenne sino all’inizio del Quattrocento quando la sede venne trasferita in San Francesco.

Caratterizzata un tempo da una forma circolare, l’insediamento subì un dimezzamento nel corso del Seicento quando all’interno del mastio fu eseguito uno sterro che portò alla costruzione delle casupole per gli istruttori e all’abitazione del comandante.

Dopo la soppressione della parrocchia decretata nel 1806, la Chiesa di Sant’Eufemia venne prima sconsacrata e poi destinata ad esser utilizzata come carcere.

Soltanto un intervento attuato nel 1928 dagli allievi dell’Accademia Carrara permise di recuperare il fabbricato, oltre che di ricostruire l’attuale facciata e di dipingere gli affreschi presenti all’interno dell’abside.

Fonti

Mario Locatelli; La Rocca di Bergamo: storia di una fortezza medievale; Bergamo; Bortolotti; 1994

AA.VV.; Le Mura di Bergamo; Bergamo; Azienda Autonoma di Turismo; 1979

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