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La tragedia

Sorprende i ladri in casa: imprenditore di Treviglio ucciso in Egitto

Rashed Khedr avrebbe compiuto 59 anni domenica 27 ottobre. Era titolare di due agenzie viaggi, una nella Bassa e una a Bergamo

Ha sorpreso i ladri nella sua abitazione ed è stato ucciso a sprangate. Così è morto a Banha, in Egitto, Rashed Khedr, imprenditore italo-egiziano noto nella comunità araba bergamasca per essere titolare di due agenzie viaggi chiamate “Rashed Travels”: una nella Bassa, a Treviglio, e una a Bergamo.

Khedr era nato nel 1960 a Banha, cittadina a meno di 60 chilometri da Il Cairo, ma viveva a Treviglio dal 1978. Aveva il doppio passaporto e spesso tornava nel suo paese natale per lavoro: la sua società, infatti, ha sede in Egitto, proprio nella palazzina in cui l’imprenditore è stato ucciso.

L’assassinio è avvenuto nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 ottobre: Rashed Khedr aveva finito di lavorare a tarda notte e, una volta tornato nella propria abitazione intorno all’1.30, si è trovato davanti la banda di rapinatori che forse lo stava attendendo per farsi aprire la cassaforte.

L’imprenditore 59enne non si sarebbe prestato agli ordini dei malviventi e ne sarebbe nata una colluttazione. Finita nel peggiore dei modi: secondo le prime informazioni, infatti, pare che Khedr sia stato ucciso a sprangate. Una di queste gli avrebbe sfondato il cranio.

Dopo aver tolto la vita all’imprenditore, la banda di rapinatori avrebbe continuato a fare razzia di oggetti preziosi nella casa della vittima, in tutta calma. Le telecamere di videosorveglianza ha infatti ripreso i criminali – due quelli che si vedrebbero chiaramente – mentre lasciavano l’abitazione un paio di ore dopo l’omicidio, intorno alle 3.30 del mattino.

La polizia egiziana è arrivata nell’abitazione di Khedr all’alba, poco prima delle 5. Sul corpo dell’imprenditore residente a Treviglio è stata disposta l’autopsia.

Rashed Khedr
Rashed Khedr avrebbe compiuto 59 anni domenica 27 ottobre

Il condizionale è d’obbligo perché dalle istituzioni e dai media egiziani le informazioni sono arrivate col contagocce anche ai cinque figli dell’uomo (tre ragazzi e due ragazze, tutti italiani cresciuti a Treviglio), che ora stanno facendo pressione all’ambasciata italiana affinché si sappia la verità sull’omicidio e vengano arrestati gli assassini del padre, che risultano ancora a piede libero.

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