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I ragazzi del seminario: "Mattarella? È l'uomo più importante d'Italia. Dopo il Papa" - BergamoNews
L'altra cronaca

I ragazzi del seminario: “Mattarella? È l’uomo più importante d’Italia. Dopo il Papa” fotogallery

La visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, vista dagli alunni del seminario vescovile e da Donatella e Anita, le due donne delle pulizie che hanno messo a lucido l'atrio dell'auditorium per l'arrivo del Capo dello Stato.

A volte bisogna proprio immergersi negli sguardi dei più piccoli per scoprire che la realtà non è la cronaca narrata dai giornali.

Come gli sguardi degli alunni del Seminario vescovile di Bergamo. Venticinque ragazzi in tutto per le tre classi delle medie. Spuntano da dietro una porta nell’imponente atrio del Seminario verso le 17.30, qualcuno di loro ha ancora in mano un pane per la merenda. Altri un tricolore, uno lo striscione con “Benvenuto Presidente” con le tinte del tricolore. Poi si fanno coraggio tra gli agenti della Questura, gli uomini della sicurezza del Quirinale e i carabinieri. Escono sul portone di ingresso sotto lo sguardo dell’immensa statua del Santo Papa Giovanni che sovrasta l’entrata. C’è Luca che sposta l’ombrello e sotto gli incessanti scrosci d’acqua cerca i cecchini: “Devono essere sul tetto”, confida al compagno di classe.

“Ma chi è Mattarella?” chiede uno della prima media, la risposta arriva da uno poco più grande: “Mattarella? È l’uomo più importante d’Italia. Dopo il Papa”.

Generico ottobre 2019

Sul volto degli agenti della sicurezza albeggia un sorriso. Mentre si attende l’arrivo del Presidente della Repubblica nell’elegante auditorium del Seminario immerso nel blu della moquette, ecco spuntare Anita e Donatella. Maglietta bianca a maniche corte e grembiule nero con gli spazzettoni ripuliscono di fretta l’atrio dell’auditorium. Se Bergamo ha fatto bella figura davanti a Mattarella è anche per merito loro. Di cognome fanno Rinaldi e Cavagna, vengono da Algua. Concrete e discrete rappresentano bene l’animo bergamasco. Attendono da dietro una colonna l’arrivo del Presidente e si commuovono nel vedere gli alunni del Seminario che fanno festa al Capo dello Stato. Ma non oserebbero un passo avanti per modestia. Eppure i loro sguardi raccontano molto. Entrano nella galleria dell’auditoutium tra i giornalisti e la loro emozione traspare limpida e sincera.
“L’è propre brao-È proprio bravo” commentano tra loro ascoltando il Presidente Mattarella. Sanno che questa è una data storica. Come lo sono tutte le visite di un Capo di Stato. E loro, per una volta, assistono ad un evento che solitamente avrebbero osservato al Tg della sera.
Sono loro, gli sguardi più belli che hanno immortalato questa giornata dedicata alla scienza, alla ricerca, alla tecnologia. E nel loro cuore rimarrà indelebile.

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