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Caso Bossetti, spunta l’avvocato Taormina: “Dubbi sul Dna, ho fatto istanza in procura”

Il noto legale si era già espresso a favore del muratore di Mapello condannato all'ergastolo per il delitto di Yara: "Questa è un'iniziativa da privato cittadino"

In passato si era espresso diverse volte in difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, esponendo i suoi dubbi sull’indagine che ha portato in carcere il muratore di Mapello, poi condannato in via definitiva all’ergastolo per il delitto di Yara Gambirasio. Ma questa volta l’avvocato Carlo Taormina, in passato difensore di personaggi come Silvio Berlusconi e Bettino Craxi, o di Annamaria Franzoni nel delitto di Cogne, è andato oltre e ha presentato in procura a Brescia un’istanza riguardante il Dna di Bosssetti.

Il codice genetico è stato il punto cardine dell’inchiesta condotta dal pubblico ministero Letizia Ruggeri. Dalle tracce rinvenute sul cadavere della tredicenne di Brembate Sopra, al termine di una lunga e complessa indagine gli inquirenti risalirono al carpentiere. Un particolare poi molto dibattuto nel corso delle varie udienze dei tre gradi di giudizio che si sono conclusi con la sentenza di carcere a vita per il 49enne, che ha sempre respinto ogni accusa e si è dichiarato innocente.

L’annuncio di Taormina è arrivato giovedì sera nel corso della puntata del programma Iceberg di Telelombardia: “Posso comunicare che, con posta certificata, ho trasmesso alla Procura della Repubblica di Brescia un’istanza attraverso la quale chiedo che si possa procedere ad accertamenti per verificare l’esistenza del materiale genetico all’ospedale San Raffaele – ha spiegato il legale – , materiale che il professore Giorgio Casari in data 20 novembre 2015 in Corte di Assise di Bergamo disse essere ancora disponibile. L’istanza è stata presentata per stabilire se in esso sia identificabile o meno il Dna di Massimo Giuseppe Bossetti. Questo è un dubbio che deve essere risolto”.

“Da una interpretazione dalla quale dovesse scaturire la conclusione della esistenza del materiale ematico de quo – scrive Taormina nell’istanza datata 24 ottobre 2019 – l’atto di indagine esperibile da codesta procura si identificherebbe agevolmente nel relativo prelievo e nell’espletamento di una consulenza tecnica ex articolo 360 del codice di procedura penale, ovvero di incidente probatorio”.

“In procura generale ho inviato una sollecitazione – aggiunge – a raccogliere elementi probatori in possesso del professor Casari, che è stato sentito come testimone durante il processo di primo grado a Bergamo. La Procura Generale ha questo potere, di fare richiesta di revisione laddove ci fosse questo materiale”.

“Ho deciso di fare questa istanza da privato cittadino – conclude l’avvocato – , ci tengo a precisare che non è mio interesse mettere in discussione le capacità del legale di Bossetti, l’avvocato Claudio Salvagni. Non ho interesse ad occuparmi in prima persona del caso Bossetti”.

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Commenti

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  1. Scritto da mau.gel

    sarà in cerca di qualche causa cosi si va pubblicità gratuita perché nessuno non fa nulla per nulla specie questi personaggi,mai visto un cittadini privato chiedere le prove per un ergastolano