• Abbonati
L'appuntamento

Il trio di Filippo Cattaneo Ponzoni all’Elav: “Dal blues al soul, la nostra musica senza barriere”

Giovedì sera alle 21,30 il chitarrista bergamasco presenta il suo ultimo progetto, dopo la tournée con Ghemon e il primo EP da solista

“La musica deve essere senza barriere, mi piace essere influenzato da diversi generi”, dice Filippo Cattaneo Ponzoni, giovane chitarrista bergamasco, ormai di casa a Bergamonews. Certo è che dalla prima volta in cui è stato in redazione (guarda qui), il ragazzo ha percorso una lunga strada, dalle tournée con Ghemon, al progetto del primo EP da solista. Ora lo troviamo più maturo, un musicista consapevole secondo cui “la sperimentazione è fondamentale”.

L’occasione è l’inizio della nuova stagione di concerti a Elav Circus. Ad aprire le danze, giovedì 24 ottobre, alle 21.30, sarà proprio il chitarrista e cantante bergamasco con il suo nuovo progetto, il Filippo Cattaneo Ponzoni Trio.

Al basso Fabio Brignone, che nel 2015 ha partecipato a XFactor con la band “Moseek” arrivando in semifinale con il giudice Fedez; alla batteria Cesare Bergamelli, giovane artista che studia da anni con alcuni tra i più bravi batteristi in circolazione: Stefano Bertoli, Maxx Furian e Federico Paulovich.

Non solo jazz, non solo funk, non solo rock. Il trio è una miscela elegante e ben amalgamata di diversi generi musicali.

Filippo, questa volta giochi in casa. Come ti senti a suonare nella tua città?

È sempre un piacere suonare nella mia città, soprattutto a due passi da casa, in un locale che già conoscevo. Esibirmi a Bergamo per me è significativo: è ricordarmi da dove vengo e chi sono. Questo è il punto da cui sono partito, quello che dovrò sempre ricordarmi.

Parlaci dei tuoi compagni, come hai incontrato Fabio Brignone, il bassista?

Fabio è un grandissimo bassista e un amico. L’ho conosciuto per la prima volta ad Aprilia, vicino Latina, circa un anno fa, durante un concerto. Ci siamo conosciuti grazie al nostro lavoro, grazie alla musica. Poco dopo Fabio si è trasferito a Milano e abbiamo iniziato a collaborare. È entrato a far parte del mio progetto da agosto 2019. Tra me e Fabio c’è una differenza di età di quasi dieci anni, uno spazio temporale che non percepiamo, forse anche perché sono ormai abituato a stare a stretto contatto con i “grandi”. Insieme lavoriamo davvero bene.

L’altro cuore orobico della band è Cesare Bergamelli, batterista. di questo progetto l’altro cuore orobico del gruppo. Parlaci di lui.

Cesare, classe ‘99 come me, è un batterista talentuoso. È molto giovane ma allo stesso tempo molto determinato. Ci siamo conosciuti due anni fa grazie a Stefano Bertoli, maestro di Cesare, nonché tra i migliori batteristi in circolazione. Dal momento in cui ci siamo incontrati è iniziata la nostra collaborazione. Siamo entrambi entusiasti di esibirci nella nostra città.

Descrivi la vostra musica.

La musica deve essere senza barriere. Mi piace essere influenzato da tutti i generi, per questo il repertorio che ho scelto con i ragazzi varia dal Blues al Jazz, dal Rock al Funk, fino ad arrivare al Pop e al Soul.

Nella tua carriera esiste il lavoro individuale, esiste quello all’interno della band. Come è lavorare in trio?

Con questa formazione sto sperimentando cose nuove, mi piace tantissimo. La sperimentazione è fondamentale per ogni musicista. Passiamo molte ore con lo strumento, soprattutto in trio, altro aspetto importante per ovvi motivi. Nonostante le svariate ore di prove, ci piace lasciare molto spazio all’improvvisazione. Questo lo potrete vedere giovedì sera: quando siamo sul palco c’è una grande intesa! Si vede e si sente.

Progetti per il futuro?

Ovviamente, bisogna rimanere sempre attivi. Tra pochi giorni uscirà un mio EP con due brani strumentali. Inoltre, per il 2020 sto preparando un altro EP con canzoni scritte da me in italiano, alcune già le presenterò durante la serata di giovedì. Venite a sentirci.

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Abbonati!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI