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Oggi ho imparato a mettere me stessa al primo posto

Ogni giorno dobbiamo porci un obbiettivo che riguarda solo il giorno successivo. Fare progetti a lungo termine, ci può motivare, ma ci può far anche cadere in un limbo di stress ed ansia

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Tante cose sono cambiate negli ultimi anni. Ambizioni, amore e amicizie, ma soprattutto io.

Se ripenso alla me di 5/6 anni fa, penso a una me super festaiola che amava stare in compagnia. La tipica ragazza che diceva: “Stasera non bevo” e che poi si rotolava su per le scale di casa. Diciamo che il divertimento e lo svago non mi sono mai mancati.

La parola “positività” è sempre stata la mia parola del cuore. Ma poi la vita non va mai secondo i piani: si sa, se si progetta qualcosa e si lavora per ottenerlo, quel qualcosa andrà inevitabilmente storto. E così è stato per me.

Non scrivo questo articolo per parlare di ciò che non è andato come speravo. Scrivo questo articolo perché scrivere mi fa riflettere, concretizza i miei pensieri. E in questo periodo la mia mente non sta mai ferma. Pensa, pensa, pensa.

Durante la notte quando mi sveglio mi accorgo di stare sempre pensando a qualcosa. Solo che questo no stop non fa bene. Prima o poi ti fa saltare in aria. Ti fa perdere il controllo.

Controllo. Una parola alla quale associo un mondo infinito di emozioni e ricordi sia positivi che negativi. Ammettiamolo, avere il controllo ci fa sentire forti e sicuri di noi stessi. Ma allo stesso tempo dobbiamo imparare a riconoscere che non possiamo e non dobbiamo avere il controllo su tutto. Dobbiamo imparare a lasciare andare perché la realtà non è modellabile a nostro piacimento; e di questo non dobbiamo farcene una colpa.

Dobbiamo accettare l’andamento delle cose perché qualcosa di superiore a noi ha deciso questo. Non possiamo pretendere di piacere a tutti, di andare d’accordo con tutti o di realizzare tutti i nostri sogni. Non vedo il mio ragionamento come pessimista, ma come realista.

Ogni giorno dobbiamo porci un obbiettivo che riguarda solo il giorno successivo. Fare progetti a lungo termine, ci può motivare, ma ci può far anche cadere in un limbo di stress ed ansia. Perché vi dico questo? Perché nonostante io mi sia tatuata la parola ansia sul costato, ho cercato e sto imparando a mollare la presa. Sto capendo che non tutto può andare secondo i miei progetti, che non devo rompermi la testa per piacere alle persone, che devo fare quello che fa stare bene me e non quello che fa stare bene gli altri.

Non possiamo interiorizzare e avere il controllo sul giudizio altrui. La gente avrà sempre un motivo per dire qualcosa di negativo, quindi voi imparate a vivere come vi pare e piace! Ho per troppo tempo vissuto con la paura di non piacere alla gente. Mi sono omologata a mode e pensieri che non mi appartenevano. Ma ora sto mettendo me stessa al primo posto. Sto valorizzando quella parte di me che a primo impatto può anche non piacere, ma che mi fa sentire totalmente me stessa e non c’è sensazione migliore.

Ancora oggi mi chiedo quale sia il mio scopo. Ho 22 anni, sono al primo anno di università e a volte una voce nella testa mi dice che sono rimasta troppo indietro, che a oggi dovrei essere già laureata e pronta per entrare nel mondo del lavoro. Ma poi mi chiedo che senso abbia martellarmi la testa con mille domande alle quali non posso dare risposta e se anche avessi una risposta non potrei avere una macchina del tempo per poter aggiustare le cose.

Voi siete il vostro tempo, le vostre esperienze, le vostre decisioni, i vostri fallimenti. Voi siete quello che siete e solo imparando a capire che la vita va vissuta come una grande scoperta giornaliera vivrete con maggior consapevolezza di voi stessi e più serenamente.

(L’immagine di copertina è di Nicolehoneywill_sincerelymedia, da Unsplash)

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