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“Mio figlio operato per una rara malattia, ma mi fanno pagare i farmaci anche se è esente: perchè?”

Viviana, mamma di Giorgio, un ragazzo bergamasco di 20 anni, racconta la sua disavventura nel reperire i medicinali che suo figlio deve usare in questi giorni e nelle prossime settimane

“Mio figlio è stato operato di cheratocono e, anche se ha l’esenzione E40, ho dovuto pagare i farmaci prescritti dallo specialista dopo l’intervento. Il mio medico di base mi ha risposto che il programma che utilizza non la prevede ma la farmacista mi ha detto che il suo si: voglio una risposta chiara”. Così Viviana, mamma di Giorgio, un ragazzo bergamasco di 20 anni, racconta la sua disavventura nel reperire i medicinali che suo figlio deve usare in questi giorni e nelle prossime settimane.

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Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea che di solito insorge nell’adolescenza (anche se ci sono casi congeniti) e progredisce fino ai 30-40 anni per arrestarsi spontaneamente. Può colpire un occhio o nella maggior parte dei casi entrambi e ad oggi sono disponibili cure definitive: è possibile sottoporsi a moderne tecniche di chirurgia conservativa e nel 25% dei casi porta al trapianto di cornea.

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Mamma Viviana spiega: “Giorgio è stato operato all’occhio sinistro giovedì 17 ottobre all’ospedale San Raffaele di Milano e ci siamo trovati molto bene. Non si poteva intervenire, invece, sull’occhio destro perchè non era possibile lavorare sullo spessore corneale: purtroppo bisognerà attendere il trapianto. Essendo giovane è stato importante sottoporsi all’operazione: considerando che la malattia progredisce fino ai 30-40 anni avrebbe perso l’occhio. Dopo l’intervento il chirurgo gli ha prescritto tre colliri: il primo è antibiotico e ha dovuto metterlo sei volte al giorno da giovedì almeno a oggi (lunedì 21 ottobre, ndr), il secondo due volte al giorno per tre settimane e il terzo nel caso in cui abbia la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio. A questi si aggiunge un antidolorifico. Sono andata dal medico di base per avere le ricette ma mi ha risposto che avrei dovuto pagarli perchè sono farmaci di fascia C e quindi non sono previsti nell’esenzione che è stata riconosciuta a mio figlio. La farmacista, invece, ha controllato e applicando il codice E 40 con il suo sistema risultavano gratuiti, mi ha rilasciato una fotocopia esplicativa, ha chiamato il mio medico di base e gli ha esposto il tutto: lui le ha detto che il suo programma non prevede quanto sostenuto da “carta canta” e dal programma della farmacia. Il risultato è che lui non può farci nulla, la farmacista senza ricetta medica nemmeno e io naturalmente ho pagato i medicinali perché mio figlio ne aveva e ne ha urgentemente bisogno”.

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A fronte di questa situazione, Viviana chiede e vuole spiegazioni. “Il problema non è tanto aver pagato 50 euro, perchè servono per la salute di mio figlio, ma è una questione di principio, altrimenti a cosa serve l’esenzione? Pretendo una risposta da chi di dovere e alla Regione domando perchè nel programma del medico non è previsto il riconoscimento dell’esenzione per questi farmaci e in quello della farmacia si”.

C’è un altro interrogativo. Mamma Viviana afferma: “Nel caso di mio figlio la malattia era talmente avanzata che l’unica cosa che avrebbe potuto aiutarlo ad attenuare la progressione della patologia era l’utilizzo di lenti a contatto rigide. Costano 500 euro e, dato che ne aveva necessità ed è una malattia rara, ho chiesto se la Regione potesse venire incontro alla spesa ma mi hanno detto di no: non capisco come mai non ci siano contributi in casi come questo”.

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