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Impianti in Val Carisole, li acquista Carona col sostegno economico della Regione?

La proposta del consigliere Alex Galizzi per salvare la stagione invernale: 700mila euro dal Comune di Carona e un finanziamento regionale

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Settecentomila euro dal Comune di Carona e una quota dalla Regione, con capitale a fondo perduto o a restituzione.

Questa la proposta del consigliere regionale Alex Galizzi presentata durante un’audizione in Regione, a margine della Commissione Speciale Montagna di lunedì 21 ottobre. Un finanziamento da parte della Regione al comune di Carona per presentarsi all’asta per l’acquisto degli impianti in Val Carisole.

“È solo una proposta, che dovrà essere valutata dalla Regione – precisa Galizzi – Oggi (lunedì 21 ndr) si è svolta semplicemente un’audizione, che ci ha permesso di far conoscere le problematiche presenti a Foppolo e Carona per quanto riguarda la gestione degli impianti invernali”.

Con Galizzi, erano presenti il consigliere Paolo Franco, Giancarlo Pedretti e Gloria Carletti (sindaci di Carona e Foppolo), il presidente della Comunità Montana Jonathan Lobati, Andrea Iannotta (commissario di Valleve), i curatori fallimentari Alberto Carrara, Federico Clemente e Anna Maria Angelino, il direttore degli impianti Vittorio Salusso e Massimo Fossati di ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari).

“È stato un incontro utile, ma la situazione rimane difficile – spiega Pedretti – La proposta attuale è che Carona si presenti all’asta per l’acquisto degli impianti con i 700mila euro che può investire, necessariamente con un contributo della Regione (con capitale a fondo perduto o a restituzione)”.

Un impegno per l’acquisto, senza l’aiuto di realtà private, al quale potrà seguire una gestione affidata a privati.

Soluzione che rimane, per ora, solo nel campo delle ipotesi: per un’eventuale conclusione positiva, si deve aspettare il parere della Regione.

“Ad oggi una soluzione concreta per salvare il comprensorio non c’è – commenta Gloria Carletti, sindaco di Foppolo – Le tempistiche per aprire sono lunghe e l’inizio di stagione è sempre più vicino: a rischio, oltre agli impianti, sono le attività dei due paesi”.

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