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Carretta, lista Gori, guarda a Renzi e lascia il Pd: “Troppo vicino al M5S”

"Non rinnovo, ma non rinuncio a dare il mio contributo, finché ne avrò l’onore e la possibilità, per una politica coraggiosa e concreta"

Niccolò Carretta, bergamasco, consigliere regionale e coordinatore della Lista Gori, come scritto lunedì, non ha rinnovato la tessera del partito Democratico. E in una lettera ai dirigenti del PD di Bergamo e provincia spiega la propria posizione.

NON RINNOVO, MA NON RINUNCIO

Carissime e Carissimi,

Con queste righe Vi comunico la mia decisione di non rinnovare la tessera del Partito Democratico, una decisione complicata e umanamente impegnativa.

In questi anni ho provato a dare un piccolo contributo personale a un partito che si presentava agli elettori come un grande sogno progressista ed europeista; un grande partito con il coraggio di osare e di dare una casa comune a molte sensibilità diverse.

Più a livello locale ho cercato, pur con tutti i miei limiti, di essere “cerniera” tra un mondo civico, soprattutto cittadino, e una realtà più complessa e articolata come il Pd. Spero di averlo fatto sempre con energia e rispetto, anche nei momenti più difficili.

Pur avendo sempre ricoperto incarichi istituzionali grazie a liste civiche, e sempre con preferenze, e pur non avendo mai ricoperto incarichi dirigenziali dentro al Partito, ho sempre deciso di rinnovare la tessera per dare atto simbolico di una adesione politica a una comunità “più grande” in cui mi riconoscevo.

Questo non a tutti è sempre andato bene, ma non ho la pretesa di convincere nessuno che fosse un modo per tenere largo il perimetro di un partito che ambiva alla vocazione maggioritaria, né tanto meno ora serbo alcun tipo di rancore.

Senza polemiche, dunque, ma anzi certo di poter collaborare con più forza e chiarezza, ho deciso di non rinnovare la tessera: all’orizzonte vedo un’evoluzione sempre più legata al M5S, come per altro tracciato in queste ore da molti alti dirigenti; vedo un futuro in cui le istanze più “lib – riformiste” avranno sempre meno spazio, vedo un partito afono sulle istanze dei nostri territori e poco incline a una vera apertura rigenerativa delle proprie forme e dei propri contenuti e vedo un partito ostaggio delle correnti (va da sè che veda ovviamente anche molti valori in cui continuerò a credere!).

Sono mie preoccupazioni, non auspici, e sarò felice di essere smentito e di ricredermi su questa mia scelta.

Ho iniziato a far politica grazie a Renzi: ne ho sempre apprezzato il coraggio, ma non sempre lo stile, per me anche sostanza, mi ha convinto. Ora ha iniziato un nuovo progetto che non deve essere sottovalutato, ma che deve ancora, almeno per me, essere valutato con maggiore profondità.

Abbiamo una città da (ben) governare insieme dietro la guida sicura di Giorgio (Gori, ndr) e come coordinatore civico avverto forte la responsabilità di una azione larga e rivolta a chi non necessariamente guarda al nostro campo politico.

E ho molto lavoro da fare in Regione per portare avanti una idea diversa di Lombardia a partire da tante piccole grandi battaglie quotidiane che riguardano molti cittadini, spesso senza voce.

Non rinnovo, ma non rinuncio a dare il mio contributo, finché ne avrò l’onore e la possibilità, per una politica coraggiosa e concreta.

Grazie per il cammino percorso finora, che sono sicuro continuerà seppur con forme e modalità diverse.

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