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Atalanta, “mission impossible” col City? A caccia dell’impresa con Papu-Ilicic-Muriel

I nerazzurri per la prima volta nella loro storia si confrontano con un top club europeo: sulla carta non c'è storia ma la squadra di Gasperini non ha nulla da perdere e una gran voglia di fare bella figura.

L’Atalanta affronterà martedì sera l’incontro certamente più importante della sua ultracentenaria storia. Mai infatti era successo alla Dea di misurarsi, in una gara ufficiale, contro una formazione top del calcio mondiale quale è il Manchester City.

Saranno circa 2000 i tifosi nerazzurri che seguiranno la loro squadra in Inghilterra in una trasferta da raccontare ai propri nipoti.

La compagine di Pep Guardiola è certamente una delle pretendenti alla vittoria finale della Champions ed il solo fatto di poterla incontrare appare già un traguardo importantissimo per gli uomini di Gian Piero Gasperini. Però si sa, l’appetito vien mangiando, per cui credo che difficilmente l’Atalanta accetterà passivamente il ruolo di vittima sacrificale.

Di certo l’assenza di due importanti pezzi della difesa nerazzurra quali Palomino e Kjaer (che si aggiungono a Zapata) non facilita la Dea che dovrà affrontare la trasferta oltremanica con il reparto arretrato ridotto al limite.

Gomez e compagni sono reduci dalla trasferta agrodolce di Roma che ha sentenziato un dato inequivocabile: la squadra di Gasperini ha evidenti limiti quando deve difendere il risultato.

Al di là degli episodi che possono aver condizionato il risultato finale, la squadra entrata in campo nei secondi 45 minuti non aveva nulla a che vedere con quella della prima frazione di gioco, capace di giocare a memoria e di incantare letteralmente chi ha avuto modo di ammirarla.

Se la Dea fosse in grado di giocare a quel livello per 90 minuti starebbe a contendere lo scudetto alla Juve.

La verità, e lo dico senza nessuna critica ma solo per dovere di cronaca, è che per restare ai massimi livelli alla compagine nerazzurra manca ancora qualcosina. Starà al suo condottiero limitare al minimo i momenti negativi che ancora caratterizzano molti dei suoi match.

La squadra di Guardiola è in testa al girone a punteggio pieno ed intende chiaramente consolidare il suo primato. Credo che fare un’analisi tecnica delle caratteristiche dei giocatori inglesi sia assolutamente inutile. Si tratta di autentici campioni capaci di grandi giocate e abituati a calcare i palcoscenici delle maggiori manifestazioni calcistiche, sia a livello di club che con le loro nazionali.

Risultato scontato? Nel calcio non si può mai dire. Certo, sembra chiaramente una “mission impossibile” ma in fondo cosa ha l’Atalanta da perdere? Un’eventuale sconfitta rientrerebbe nella normalità mentre un risultato positivo sarebbe da salutare come un’autentica impresa.

Le mie sensazioni sono positive, sono convinto che la Dea giocherà una partita gagliarda e che avrà modo di mettere anche in difficoltà gli avversari. Gli avanti nerazzurri sono capaci di grandi giocate e non è un caso che formino l’attacco più prolifico della serie A. Per contro il reparto arretrato atalantino commette troppi errori e se questi cali si pagano in campionato figuriamoci in Champions.

Non v’è dubbio che il terreno dell’Etihad (55.000 spettatori) non sia il più semplice sul quale andare a conquistare punti, ma se la Dea vuole rimettersi in corsa per non essere eliminata dalla Coppa è costretta necessariamente a provarci.

Pep Guardiola non dovrebbe proporre grandi novità nello schieramento dei citizens. Ecco quindi che per gli inglesi dovremmo vedere il consueto 4-3-3, che vedrà ovviamente Ederson in porta: di fronte ci sarà spazio per Otamendi e Fernadinho al centro della difesa, con l’ex Juventus Cancelo e Mendy ai lati. Per la mediana il primo nome a farsi avanti è quello di Rodri, con David Silva e Gundogan ai lati: in attacco invece vi sarà spazio per il trittico Bernardo Silva-Aguero-Mahrez.

In casa nerazzurra, stante l’assenza di Duvan Zapata il tridente sarà formato da Muriel, Ilicic e Papu Gomez. In mediana le maglie da titolari saranno appannaggio di Hateboer, de Roon, Freuler e Castagne, anche se dalla panchina scalpita Gosens. Nel reparto a 3 della difesa, stante le suddette assenze mister Gasperini non potrà che schierare Masiello, Toloi, e Dijmsiti.

Scontato il fatto che non ci siano precedenti tra le due squadre: speriamo che la “prima” porti bene alla Dea, sarebbe davvero un’impresa da ricordare.

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