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UniBg: reclamo un posto per sedermi, in aula e sul bus!

Ormai siamo alla terza settimana di lezioni universitarie e mi capita di dovermi sedere per terra a prendere appunti perché non c’è abbastanza spazio per tutti

“L’università sarà un percorso fantastico, ti formerà dal punto di vista culturale, ti permetterà di trovare un buon lavoro e soprattutto potrai legare con tantissime persone, fidati, gli anni universitari saranno per te indimenticabili”. Quando qualcuno mi faceva questa premessa, con un largo sorriso e una scintilla di felicità passata nei propri occhi, io rimanevo a immaginare come la mia esperienza universitaria sarebbe stata.

Ora non sono più una matricola, mi sono ambientata bene e cerco di vivere al meglio questa esperienza se non fosse che vivo ogni giorno dei disagi che mi rovinano questi “anni felicemente indimenticabili”.

Nel momento in cui scrivo, le lezioni universitarie di Unibg tenute nella sede di Pignolo sono già iniziate da tre settimane e all’inizio è normale percepire nell’aria una maggior energia, fra le matricole che si devono ambientare, i nuovi professori da conoscere, le nuove materie da studiare.

università stipati

All’inizio però ci sono anche dei disagi veramente terribili, come i pullman che arrivano già pieni di ragazzi e non riescono a farsi carico anche di noi, studenti provenienti dalle sedi di Pignolo e Sant’Agostino, così capita che dobbiamo aspettare che passino un paio di pullman prima di riuscire a salire, oppure decidiamo di fare una pazzia e provare a salire sul mezzo già pieno. Il risultato? Decine e decine di persone ammassate le une sulle altre, difficoltà a trovare un appiglio in cui trovare stabilità, doversi continuamente scusare nei confronti degli altri passeggeri perché ad ogni movimento minimo che fai ti ritrovi a picchiare contro un’altra persona. Se i mezzi sono veramente osceni, anche le aule universitarie di Pignolo non sempre sono un luogo di benessere per uno studente.

Ripeto, ormai siamo alla terza settimana di lezioni universitarie e ancora mi capita di dovermi sedere per terra a prendere appunti perché non c’è abbastanza spazio per tutti. Nei primi giorni di lezione erano i professori stessi a dire “tranquilli, è solo per i primi giorni”, frase che poi è diventata “tranquilli, è così solo la prima settimana”, finché qualcuno ha cambiato e ha detto “State sereni, è così solo le prime due settimane”.

Alla terza settimana non lo dice più nessuno e fa quasi ridere anche solo pensare di affermare una cosa del genere, considerando che noi studenti dobbiamo stare seduti per terra per ore per seguire le lezioni.

Una volta che quest’ultime sono terminate dobbiamo poi farci la guerra a vicenda per cercare di salire su un pullman, ammassati come animali, spesso con le porte dei mezzi che non riescono nemmeno a chiudersi. Mi capita di salire su un bus e pensare: “Se ora facciamo un incidente in quanti rimarranno feriti?” e forse solo con un incidente la situazione potrebbe cambiare, perché si sa, a volte serve il morto per aprire gli occhi.

università stipati

Anche in università non mi sento tanto sicura, se succede un incendio dove camminiamo per cercare una via di fuga se per terra ci siamo noi a prendere appunti?

Non sono arrabbiata, sono delusa. La situazione dei mezzi è così da anni, noi studenti più volte ci siamo lamentati eppure non siamo stati mai ascoltati, non è cambiato nulla. Per le aule troppo piccole si dice continuamente: “È così solo per tot tempo” e intanto in quel tempo non ben definito noi siamo per terra, per ore, pur considerando che l’università è un ente istituzionale pagato da ogni studente che vuole studiare e che magari vuole farlo anche in modo dignitoso.

Università di Bergamo, Atb, stavolta mi ascolterete o ignorerete nuovamente le mie parole?

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