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Polemiche dopo la multa da tremila euro all’imbarcazione Naviseo

Botta e risposta tra Legambiente e Navigazione Lago d’Iseo dopo la sanzione dei carabinieri per lacune sulla tenuta e il possesso di documenti di bordo importanti per la sicurezza

Sabato 19 ottobre i militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Clusone, con l’ausilio della Motovedetta dei Carabinieri di Iseo, hanno effettuato all’Imbarcadero di Lovere, un controllo al servizio di trasporto pubblico lacustre per verificare le dotazioni di sicurezza della nave, la presenza e l’efficienza dei dispositivi di salvataggio e antincendio, i requisiti tecnici e documentali sia dell’imbarcazione che del personale e la verifica del tasso alcolemico del comandante. L’obiettivo è garantire la sicurezza di tutti i cittadini, studenti e lavoratori, che giornalmente usano questo mezzo di trasporto tra la sponda bergamasca e bresciana del lago.

I militari hanno evidenziato lacune sulla tenuta e il possesso di documenti di bordo importanti per la sicurezza, e di titoli dell’equipaggio previsti dal Codice della Navigazione, che hanno portato a elevare una sanzione amministrativa di oltre tremila.

I verbali elevati dai Carabinieri sabato scorso a bordo della Motonave Costa Volpino, con multa di tremila euro – commenta Dario Balotta, presidente circolo Legambiente – , gettano un’altra ombra sulla gestione della NLI (Navigazione del Lago d’Iseo). Sorprende che una Motonave di proprietà della Regione Lombardia navighi sprovveduta dei documenti necessari. Durante i controlli dei carabinieri del nucleo di Clusone sarebbe anche stata notata l’assenza di una scala fissa, necessaria per raggiungere sul tetto i salvagenti cosidetti “Atolli” a cui possono aggrapparsi anche 12 persone contemporaneamente, violando così le normative di sicurezza.  C’è bisogno che la regione, armatore della flotta, faccia luce sull’episodio.

Da chiarire inoltre il misterioso acquisto del prototipo di una motonave “ibrida” che ha portato la NLI a rescindere il contratto con Zara Metalmeccanica nonostante la spesa pubblica di 2,4 milioni. Anche le recenti nomine che hanno portato ad un valzer delle cariche dei Consigli di amministrazione dall’Autorità di Bacino alla Navigazione del lago e viceversa lasciano dubbi sulla loro legittimità. Si allungano, purtroppo i tempi, di uno svecchiamento della flotta obsoleta (33,3 anni medi) ed inquinante tanto necessaria per il rilancio del trasporto locale e turistico sul Sebino”.

La sicurezza sulle navi di Navigazione Lago d’Iseo – replica la società di trasporto pubblico del Sebinoè garantita e certificata dal superamento di tutti i controlli, periodicamente rinnovati, particolarmente severi e accurati, condotti dagli enti preposti a partire dal RINA. Tutti gli aspetti relativi alla sicurezza, dalle prove in acqua all’efficienza dei dispositivi di salvataggio e antincendio, sono regolarmente effettuati e superati. Quello che i carabinieri contestano, ma potremo essere ancora più precisi quando riceveremo copia di tutta la documentazione giustificativa della sanzione elevata, riguarda carenze amministrative circa la tenuta in originale della documentazione sui battelli piuttosto che presso gli uffici dell’azienda.

Senza volere entrare nel merito dei rilievi, ma ribadendo che la sicurezza sta a cuore tanto alla Società di Navigazione quanto all’Arma che ai cittadini, non possiamo non manifestare il nostro disagio per come la notizia, e in particolare la persona del Comandante sottoposta ad accertamenti e trovato integro sotto il profilo dell’analisi tramite etilometro, abbia avuto un risalto negativo sulla stampa con ampi spazi in prima pagina e riportando in maniera del tutto fantasiosa, e non corrispondente a quanto riportato nei referti finora a noi consegnati, criticità su “situazioni strutturali della nave” e “attrezzature di sicurezza in condizioni da approfondire”.

Si tratta di formule inventate e giustificate dall’intento scandalistico nel riportare una notizia, che forse ricondotta nel giusto perimetro si sarebbe limitata a dover rendere conto di una sanzione per dei documenti disponibili in copia piuttosto che in originale. Ci mette altresì a disagio dovere rilevare che mentre nel caso di verifica di routine sugli automobilisti non vi sia mai presenza di giornalisti e telecamere, si sia invece in questo caso ritenuto di effettuare i controlli sotto la lente, anche deformante, dei mass media”.

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