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Cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova legge di bilancio

Le novità fiscali saranno numerose e interesseranno sia le imprese che i cittadini.

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Il Consiglio dei Ministri la scorsa settimana ha approvato il documento programmatico di bilancio che anticipa le novità fiscali in arrivo con la prossima Legge di bilancio 2020.

Il Governo ha impostato la manovra finanziaria in modo da scongiurare l’aumento delle aliquote IVA previsto a partire dal prossimo anno e, per far fronte alle minori entrate che l’incremento dell’IVA avrebbe generato, farà ricorso principalmente all’aumento del debito pubblico e agli incassi generati dalla lotta all’evasione fiscale.

Nelle prossime settimane, come di consueto, si aprirà una discussione politica sul contenuto della proposta del Governo che verrà sicuramente in parte modificata. Tuttavia una certezza già c’è, le novità fiscali saranno numerose e interesseranno sia le imprese che i cittadini. Cosa dobbiamo aspettarci?

Il documento licenziato dal governo prevede, tra le altre cose, la proroga delle detrazioni per ristrutturazioni edilizie ed ecobonus. Visti i buoni risultati prodotti negli anni in termini di investimenti effettuati, tutti gli incentivi relativi al Bonus casa con ogni probabilità verranno confermati nelle stesse misure attuali, compreso l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici e la realizzazione e manutenzione straordinaria del verde.

Si prevede, d’altro canto, un graduale azzeramento delle detrazioni IRPEF al 19% sopra una certa soglia di reddito, l’omogeneizzazione a 150 euro per le imposte ipotecarie e catastali (oggi pari a 50 o 200 euro a seconda del fatto che ci sia o meno applicazione dell’IVA) e una rimodulazione delle soglie di esenzione dei buoni pasto dalla formazione del reddito da lavoro del dipendente. In particolare, il tetto per l’esenzione dal reddito dei buoni pasto cartacei passerebbe dagli attuali 5,29 ai 4 euro, mentre per i buoni elettronici salirebbe da 7 a 8 euro.

Per contrastare l’evasione riducendo l’utilizzo del denaro contante, si parla anche di una riduzione della soglia dei pagamenti in contanti dagli attuali 3.000 a 1.000 euro e del cosiddetto Cashback, ossia un maccanismo secondo il quale coloro che utilizzeranno metodi di pagamento elettronici potranno godere di particolari sconti fiscali (per esempio uno sconto sull’IVA dovuta) o riceveranno un accredito di denaro una tantum a gennaio dell’anno successivo.

Il mondo imprenditoriale potrà, con ogni probabilità, contare sulla proroga dei superammortamenti e degli iperammortamenti per il triennio 2020-2022.

Nello specifico il documento prevede di stabilizzare tali agevolazioni fiscali mantenendo una maggiorazione del 170% sul valore fiscale degli investimenti in beni tecnologicamente avanzati e un incremento del 30% per tutti gli altri investimenti in beni nuovi.

Saranno inoltre confermate le agevolazioni Industria 4.0 con una proroga del credito di imposta per spese del personale dipendente impegnato nelle attività formazione 4.0 e il rifinanziamento della cosiddetta Nuova Sabatini.

La proposta del governo prevede, l’abolizione integrale del regime di flat tax al 20% per le partite IVA individuali con fatturato tra 65.001 e 100.000 euro che era prevista per il 2020 ed evidenzia la volontà di ripristinare, relativamente al regime forfettario attualmente in vigore del 15% per chi fattura fino a 65.000 euro, i vincoli di tetti massimi di dotazioni di beni strumentali e spese per collaboratori (entrambi a 20.000 euro), nonché il divieto di avvalersi del regime per chi ha anche redditi di lavoro dipendente e/o da pensione in misura superiore a 30.000 euro annui.

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