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Togliere voto agli anziani? Gori: “Dibattito giusto, ma non concordo con Grillo”

Il tweet del sindaco ha sollevato critiche da destra e da sinistra. Ecco come risponde lui a Bergamonews

“Se togliessimo il diritto di voto agli anziani?” è la provocazione che Beppe Grillo ha lanciato dal suo blog (Leggi qui) dove cita studiosi di politica, sociologi e accademici di diverse discipline. Una proposta che arriva a poche settimane dalla proposta di Enrico Letta di abbassare l’età di voto ai sedicenni.

voto agli anziani

La provocazione di Grillo è stata raccolta anche da Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, che in un tweet scrive: “Tutti contro Beppe Grillo, che pone un tema invece assai serio: una popolazione con forte prevalenza di anziani vota e voterà sempre di più contro gli interessi delle giovani generazioni. Mi pare che la sua proposta sia solo una provocazione. Qualcuno ne ha di migliori?”

La frase ha sollevato subito critiche da destra e da sinistra. Daniele Belotti e Simona Pergreffi commentano duri: “Apprendiamo che anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, con un tweet, si dichiara favorevole a negare il diritto di voto agli anziani. Libero di pensarla come vuole, ma è inaccettabile è vergognoso da uno che, solo cinque mesi fa, si è candidato promettendo proprio una ‘città a misura di anziano’. Di fronte a questo non può che chiedere scusa ai cittadini bergamaschi. Già nel 2016, da autentico radical-chic, andava in giro a dire che il voto dovrebbe essere consentito solo agli ‘intelligenti'”.

Mentre anche esponenti della sinistra come Luciano Ongaro e Clementina Gabanelli non ci stanno e ironizzano: “Rottamiamo Mattarella, papa Francesco e la Merkel?”. Oppure fanno del sarcasmo invitando a “votare per censo”.

“La proposta di Beppe Grillo è ovviamente una provocazione. E lo chiarisco subito: non sono di questo parere – afferma Giorgio Gori, sindaco di Bergamo a Bergamonews -.  Seppure sollevato da un comico, il tema è serio. Sempre più anziani che votano rispetto a sempre meno giovani… è il destino delle società occidentali, Italia compresa. Sono società che difficilmente fanno gli interessi delle giovani generazioni”.

“Faccio un esempio molto concreto: – prosegue – in Italia spendiamo molto per le pensioni e poco per i giovani e le famiglie. Questo lo dicono i dati: siamo in fondo alle classifiche  per gli investimenti sui giovani e famiglie e in testa alla classifica per la spesa delle pensioni”.

Si è visto un Governo, compreso i nostri, che negli ultimi tempi abbia fatto investimenti, abbia saputo abbassare le pensioni per aiutare giovani e famiglie? No. Non lo hanno fatto perché temono di perdere i voti, così togliamo ai giovani per dare agli anziani. Prendiamo la misura di Quota 100 adottata dal Governo 5 Stelle e Lega: ha mirato ad aiutare le persone ad andare in pensione, tra l’altro poche persone, ma a svantaggio dei giovani. Così ora abbiamo 20 miliardi che costano sulle casse dello Stato a sfavore delle giovani generazioni. Questo è un tema serio perché si pone in tutte le società occidentali”.

Qualcuno le ha risposto: “Lei non considera che ci sono i nonni che si preoccupano dei nipoti”, dei papà per i figli…
Io ho quasi 60 anni e capisco perfettamente questa cosa e ho molto a cuore i miei figli e avrò a cuore i miei nipoti. Ma non è questo il punto. Il punto è che una popolazione in cui gli anziani pesano così tanto economicamente non investirà sul futuro. Questa è la verità. La democrazia che ci ha accompagnato per anni, per secoli addirittura, è sempre stata basata e concentrata sui giovani. Le classi di età più giovani pesavano molto di più degli anziani perché si viveva meno e questi erano gli equilibri demografici. In questo modo la democrazia è stata un sistema caratterizzato da una forte spinta all’innovazione e al futuro. Oggi, per la prima volta nella storia, sta esattamente avvenendo il contrario: le classi anziane pesano più di quelle giovani”.

Ci sono delle soluzioni? “Quella di Beppe Grillo di togliere il diritto di voto agli anziani è paradossale e non può rappresentare una soluzione. Qualcuno pensa a forme di voto ponderato, per esempio in cui un padre di famiglia che abbia più figli abbia un diritto di voto che pesa un po’ di più di altre classi di età. Nemmeno questa proposta sposo. È una questione seria e vale la pena metterla al centro del dibattito. E provare a capire se ci sono delle soluzioni, senza volere discriminare nessuno, ma anche evitando che la società italiana e le società si accartoccino su se stesse e non abbiano nessuna capacità di guardare avanti”. 

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Commenti

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  1. Scritto da Francesco Giuseppe

    Gori ha letto quelli che ha scritto? È chiarissimo altro che l’arrampicata sui vetri successiva. Per quota 100 dimentica che aver lavorato 38 anni con 62 di vita non è poco; i 20 mld di cui lui e il suo sponsor straparlano, sono i contributi che gli stessi lavoratori hanno versato nei 38 anni di lavoro e la loro pensione sarà calcolata in base agli stessi, come prevede la legge attuale, dal 1994 in poi, governo Dini della sinistra. Quindi non è contro i giovani, ma è la giusta restituzione dei contributi inps versati. Basta balle gori-renzi.