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Talk con Zerocalcare: si può animare un armadillo?

Nell’aula magna dell’Università degli studi di Bergamo, si è svolto il primo degli incontri dei Bergamo Animation Days (bad). L’obiettivo principale degli incontri è quello di avvicinare i giovani all’arte e alla professione di animatori creativi.

Il 17 Ottobre, nell’aula magna dell’Università degli studi di Bergamo, si è svolto il primo degli incontri dei Bergamo Animation Days (bad). L’obiettivo principale degli incontri è quello di avvicinare i giovani all’arte e alla professione di animatori creativi. Bergamo è stata scelta come sede di questo progetto per il legame stretto con l’animatore, fumettista e regista italiano Bruno
Bozzetto e per le sue caratteristiche di città sempre più attiva nel campo della cultura e dell’arte.

Il primo ospite del progetto è Michele Rech, conosciuto come Zerocalcare, e la sua presenza non è casuale: ciò che si cerca di sottolineare, soprattutto tramite la sua partecipazione al progetto, è la capacità delle espressioni artistiche e, in questo caso, del fumetto animato, di raccontare la realtà che ci circonda, di raccontare storie di generazioni e del rapporto tra di esse.

Zerocalcare appare circa quindici anni fa nella stampa periodica e nel 2011 pubblica il suo primo libro “La profezia dell’armadillo”, raro caso di produzione autofinanziata. Il fumettista apre un suo blog che presto riscuote un gran successo e lo rende uno dei primi artisti a utilizzare internet come mezzo di comunicazione, mezzo che gli permette di diventare un illustratore celebre. I temi principali dell’arte di Zerocalcare sono la rabbia, la protesta, la critica nei confronti di atti repressivi ma anche le passioni personali e i ricordi. Gli strumenti che usa sono basici (matita o tavoletta grafica) ed è con lui e dopo di lui che si sviluppa il mercato della graphic novel italiana. Michele riesce quindi a fare del fumetto un linguaggio trans-generazionale di opinione e di commento sull’attualità e grazie all’uso di simboli dell’immaginario comune rende la sua arte più leggibile e intellegibile.

L’incontro si è svolto sotto forma di intervista, un’intervista particolare perché mentre Michele rispondeva, doveva contemporaneamente disegnare sulla tavoletta grafica dei soggetti decisi dall’intervistatore. La prima domanda riguarda l’infanzia dell’artista ed è accompagnata dal disegno di un “giovane Zerocalcare con una baguette”.

Michele nasce ad Arezzo dove i suoi genitori si trovano temporaneamente per il lavoro del padre, ma già dopo un mese dalla sua nascita la famiglia tornerà a vivere a Roma, nel quartiere da cui
Michele racconta di non riuscire a staccarsi per più di tre notti di fila.

zerocalcare

Nella seconda domanda si chiede all’ospite di raccontare del suo rapporto con i cartoni animati mentre disegna Uan – personaggio di Bim bum bam – travestito da Sailor Moon. Michele disegna spesso personaggi di cartoni ma racconta di avere iniziato solamente in un secondo momento, dopo aver aperto il suo blog, con lo scopo di trovare qualcosa che potesse fare da tramite e da linguaggio comune fra lui e i suoi lettori.

Poi, due domande immediate: cartone preferito e cartone odiato, rispettivamente “I cavalieri dello zodiaco” e “Tutti in campo con Lotti”. Ciò che gli si chiede è di spiegare del momento in cui per la prima volta ha sentito la necessità di animare i suoi personaggi, mentre disegna davanti a tutti Mickey Mouse che lo insegue con un coltello. Scopriamo che il motivo che ha portato l’artista ad animare i suoi fumetti è il calo di attenzione che gli sembrava avessero avuto i contenuti su internet e la consapevolezza che video accompagnati da musica potessero essere più immediati e più suggestivi.

Ultima domanda: Zerocalcare e l’animazione oggi, progetti e ambizioni. Disegno: Zerocalcare vittima di un mare agitato e di una piovra gigante. Michele ci lascia con la certezza che qualcosa stia bollendo in pentola: ciò di cui ci parla è un cartone animato a cui sta pensando e a cui dedicherà il suo tempo per un po’. Non facile come progetto, nuovo e diverso da ciò che fino ad ora ha portato a termine, molte cose nuove da imparare e scoprire.

Zerocalcare ci saluta definendosi in fase esplorativa e noi non possiamo fare altro che aspettare con ansia.

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