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Atalanta dottor Jekyll e mister Hyde. E un super Gomez fa 200 in nerazzurro

Dea prima meravigliosa poi... sciagurata. Ma con la Lazio pesa il primo rigore molto generoso

Meravigliosa/sciagurata. Un po’ dottor Jekyll e mister Hyde.

L’Atalanta grandi rimonte stavolta viene raggiunta dalla Lazio e dire che è stata una partita agrodolce è un eufemismo: dall’euforia, entusiasmo, dall’eccellenza del primo tempo alla metamorfosi del secondo, con finale tra incredulità e delusione, mentre si facevano anche i conti con la classifica e un primo posto provvisorio, almeno fino al 91′.

Piccola premessa: se l’Atalanta prendesse la metà dei gol che subisce, sarebbe in corsa per lo scudetto. Ma forse non sarebbe la stessa Atalanta che ha plasmato mago Gasp, una squadra che attacca sempre e comunque e però quando tira il freno a mano… esce dalla partita e rischia di compromettere tutto quel che di buono ha fatto. Una squadra che ha l’attacco più forte della Serie A, che esprime un calcio spettacolare. Ed è comunque terza in classifica e ancora (tuttora) imbattuta fuori casa dal 17 febbraio dello scorso anno, 0-2 a Torino: chi l’avrebbe detto?

Se poi rivediamo la partita, vero che l’Atalanta è calata nel secondo tempo e si è fatta raggiungere, ma (chissà perché) quando si gioca all’Olimpico con la Lazio c’è sempre un rigore che falsa la partita. Nella finale di Coppa Italia, quel mani mai controllato e rilevato, nell’area laziale. Stavolta sembra difficile definire pestone il contatto (se c’è stato) tra Palomino e Immobile: l’arbitro Rocchi sarà pur vicinissimo, ma sembra anche l’unico a vederci benissimo, se non prova nemmeno a riguardarsi la Var. Da lì parte la rimonta e sarà pure un episodio, ma pesa e non poco.

Altro punto. Si temeva molto l’assenza di Zapata, il primo esame senza il bomber colombiano. Doveva essere in effetti la sfida tra lui e Immobile, il capocannoniere e il suo vice Duvan. Bravo Muriel a non far rimpiangere Duvan e a segnare la sua seconda doppietta nerazzurra, dopo quella della prima giornata contro la Spal. Vuol dire che abbiamo una certezza: anche senza il Panterone si può e si continua a fare tanti gol, perché Muriel è un talento e magari, se potesse giocare più di un’ora. E perché tanti sono gli spunti positivi nella prima parte della sfida con la Lazio.

Cioè un’Atalanta impressionante per volume di gioco e occasioni da gol, con un super Gomez a tutto campo, un Malinovskyi da leccarsi i baffi (gli manca solo il gol), Gosens che corre e dribbla e irrompe nell’area avversaria con una disinvoltura incredibile, un Gollini attento e pronto. Un po’ in difficoltà Masiello e Hateboer in un’Atalanta che però aveva dominato e incantato.

Dopo il rigore, è un’altra partita, soprattutto dopo il secondo gol. L’Atalanta se non attacca (anche un po’ costretta dall’avversario, ovvio) sembra proprio un’altra squadra, in più i nuovi entrati non funzionano, né Ilicic spaesato falso nueve, né de Roon che mette anche il piede sul secondo rigore.

In conclusione: per battere la Lazio bisogna fare almeno tre gol e a volte nemmeno basta. Il 3-1 del 5 maggio scorso andava benissimo (gol di Parolo, Zapata, Castagne, autorete di Wallace), cinque mesi dopo l’Atalanta segna tre gol e si torna delusi. E tre anni fa? Atalanta-Lazio 3-4 alla prima del Gasp sulla panchina nerazzurra, con i nerazzurri a un passo dalla rimonta (Immobile, Hoedt, Lombardi, 2 gol Kessie, Cataldi e al 91′ Petagna).

Ma torniamo alla faccia positiva della medaglia, di questo 3-3: l’Atalanta cambia ben sei giocatori rispetto alla partita vinta col Lecce (Toloi e Masiello al posto di Djimsiti e Kjaer, Hateboer per Castagne, Pasalic per de Roon, Malinovskyi per Ilicic e Muriel per Zapata), eppure è una signora Atalanta. Che gioca a memoria e, purtroppo, non vince, non del tutto per colpa sua.

Forse nel secondo tempo, sul 3-0, qualcuno aveva già anche la testa a Manchester, sicuramente era impossibile reggere i ritmi del primo tempo. Comunque, resta un’Atalanta da Champions anche per la classifica e pronta per sfidare Guardiola e il suo City. A testa altissima.

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