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Uccise per sbaglio il figlio durante la caccia: 60enne di Carvico patteggia 1 anno e 4 mesi

L'incidente il 27 maggio del 2017, sulle colline di Villa d'Adda

Era l’alba del 27 maggio 2017 quando in località Tassodine, sulle colline di Villa d’Adda, con un colpo di fucile uccise il figlio durante una battuta di caccia. Giovedì 17 ottobre P.P., 60 anni, di Carvico, ha patteggiato davanti al gup Marina Cavalleri una pena di 1 anno e 4 mesi per omicidio colposo.

Fu un tragico errore – accertato poi anche dalle indagini – quello che costò la vita al figlio del 60enne di Carvico, Stefano, all’epoca 33enne, morto dopo tre giorni di agonia all’ospedale Manzoni di Lecco.

Al momento della tragedia il 33enne, operaio e padre di due bambine, si trovava dietro un cespuglio e venne centrato dal proiettile sparato dal genitore da circa un centinaio di metri, mentre era appostato all’interno di un casolare abbandonato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il figlio, che si trovava in compagnia del fratello, si era stancato di aspettare l’arrivo degli animali ed era intento a raccogliere delle ciliege. Il movimento di alcune foglie aveva indotto in errore P.P., che vedendo muoversi alcuni arbusti aveva pensato che dietro il cespuglio ci fosse una preda e aveva così imbracciato il fucile – una carabina 22 regolarmente detenuta ma che non si può utilizzare per la caccia – e sparato un colpo.

È stato il fratello della vittima, con urla di disperazione, ad avvertire il padre di quanto era successo.

Il 33enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Lecco dove, nonostante un delicato intervento chirurgico, è spirato tre giorni dopo. Troppo grave era stata la ferita riportata alla testa, pochi centimetri sopra l’orecchio.

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