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Rea, il termovalorizzatore di Dalmine: “Emissioni del 90% sotto i limiti europei” fotogallery

Il ciclo di incontri “Due ore in azienda” fa tappa al termovalorizzatore di Dalmine: in vetrina i punti qualificanti dell’impianto, tra i migliori in Europa.

Fare di ciò che comunemente chiamiamo “rifiuto” una risorsa: è la mission del termovalorizzatore Rea di Dalmine, impianto considerato di riferimento tanto nel panorama nazionale quanto in quello europeo, tappa giovedì 17 ottobre del ciclo di incontri organizzati da Confindustria Bergamo “Due ore in azienda”.

Appartenente al gruppo Greenthesis, già Green Holding, è nato in seguito alla crisi dei rifiuti di fine 1995, quando la chiusura della discarica di Cerro al Lambro gettò nel caos la Lombardia: “Due imprenditori illuminati ebbero l’idea di proporre un impianto dall’alto valore tecnologico come questo – spiega il presidente di Rea Marco SperandioGià da fine 2001 riuscimmo ad attivarlo, dal 2002 bruciamo 150mila tonnellate di rifiuti all’anno. Felici di aprire le nostre porte, come facciamo spesso con gli studenti, dalle scuole elementari fino al Politecnico di Milano”.

Dalla combustione della frazione indifferenziata, l’impianto, definito “waste-to-energy”, è in grado di produrre per ogni chilo di rifiuti 0,75/0,85 kilowatt ora di energia (all’anno sono 110mila), immessi nella Rete Nazionale: 42 i dipendenti, 21 milioni il fatturato.

Bassissimo il livello di scarto: le scorie che rimangono all’interno della caldaia, infatti, adeguatamente trattate vengono immesse nel circuito di produzione del cemento.

Rea Dalmine

Greenthesis, gruppo trentennale a matrice familiare che da poco ha completato con successo il passaggio generazionale agli eredi del fondatore Giuseppe Grossi, negli ultimi anni ha accresciuto esponenzialmente la propria attenzione ai temi dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, con un fatturato di 120 milioni all’anno : “I nostri valori portanti sono ‘profit’, ‘planet’ e ‘people’. Profitto perché per stare sul mercato ogni azienda lo deve produrre, per lavorare bene, innovare e reinvestire – sottolinea l’amministratore delegato Vincenzo CiminiIl pianeta perché si parla tanto di ecosostenibilità ed economia circolare ma nel concreto sono attività complicate che ci vedono impegnati quotidianamente. E le persone, perché senza di quelle non si può creare valore per l’azienda”.

Il “green” è argomento serissimo in Italia e, come evidenziato dal chairman di Ambienthesis Giovanni Bozzetti, “siamo stati in grado di diffondere nel mondo anche il Made in Italy dell’ambiente, esportando tecnologie e buone pratiche. Il green è un’importante leva di innovazione per le aziende: chi ha investito nel settore nel triennio 2015/2017 è riuscito a innovare nel 79% dei casi. La sfida è avere zero sprechi: in impianti come Rea da un rifiuto viene generato valore”.

A Giuseppe Farolfi, direttore tecnico di Rea Dalmine, il compito di spiegare il funzionamento e le caratteristiche del termovalorizzatore, partendo dal percorso del rifiuto: dallo stoccaggio alla combustione, per poi passare alla depurazione dei fumi e alla fornitura energetica.

Due ore in azienda: la Rea di Dalmine

Come funziona il processo di termovalorizzazione? I rifiuti raccolti nella fossa di stoccaggio vengono inviati alla camera di combustione, dove il calore prodotto genera il vapore e, attraverso una turbina che muove un generatore, l’energia termica viene recuperata e trasformata in elettrica.

Di particolare vanto per Rea, i valori relativi alle “emissioni dell’impianto che risultano ridotte mediamente del 90% rispetto ai limiti normativi europei. Tra i vantaggi tecnologici c’è sicuramente l’assenza di acqua nei processi – sottolinea – I fumi della combustione poi vengono trattati attraverso cinque fasi che assicurano un alto livello di depurazione: il percorso di espulsione in atmosfera si conclude con il passaggio in un camino alto 82 metri a 180 gradi e alla velocità di 15 metri al secondo”.

Tutti i dati relativi agli inquinanti vengono estratti direttamente da Arpa dagli analizzatori posizionati all’interno del camino e poi vengono trasmessi al Comune di Dalmine, oltre a essere pubblicati giornalmente.

Tutto, o quasi, viene recuperato e trasformato: è l’impegno di Rea per la tutela ambientale. 

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