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Lazio, ancora tu: a Roma con tanta voglia di rivincita, 5 mesi dopo la Coppa Italia

È il primo incrocio con i biancocelesti dopo l'amara finale del 15 maggio scorso: ma sul piatto ci sono anche le ambizioni di Champions e il record di vittorie consecutive in trasferta.

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Dopo cinque mesi è ancora Lazio-Atalanta all’Olimpico: il primo incrocio diretto (sabato 19, fischio d’inizio alle 15) dopo la finale di Coppa Italia del 15 maggio scorso non può essere, e non sarà, una partita qualunque.

Non solo per la voglia di rivalsa e per le scorie che quel match ha lasciato sulla pelle dei nerazzurri: lo ha confermato lo stesso Gasperini, in un’intervista al Corriere dello Sport, richiamando con amarezza la decisione di non assegnare il rigore e secondo giallo a Bastos per il fallo di mano su tiro di de Roon quando ancora si era sullo 0-0.

Un cruccio, quello della mancata conquista del trofeo dopo una cavalcata straordinaria, che è rimasto nonostante la storica qualificazione in Champions League, perchè alzare al cielo la coppa, di fronte a 22mila, splendidi, bergamaschi sarebbe stato epico. 

Ma il significato di questo Lazio-Atalanta va anche oltre. C’è la voglia di confermarsi come terza forza del campionato, allontanando ancora di più una pretendente alla qualificazione nella massima competizione europea per club, così come di segnare un altro piccolo record sotto la gestione del tecnico piemontese, inanellando quello che sarebbe il quinto successo esterno consecutivo. 

Mettiamoci anche la curiosità di vedere come l’Atalanta reagirà all’assenza forzata di Duvan Zapata (infortunatosi in Nazionale, ce ne avrà per circa un mese) e si vedrà come di carne al fuoco ce ne sarà davvero tantissima.

Senza il bomber colombiano, probabilmente, toccherà al connazionale Muriel guidare l’attacco contro una difesa non irresistibile: il gioco di Gasperini non dipende da un solo giocatore ma qualcosa di diverso, necessariamente, si vedrà.

Magari un Ilicic più responsabilizzato e sui livelli della passata stagione.

Anche la Lazio sarà diversa da quella incontrata cinque mesi fa, ma le difficoltà della banda Inzaghi sembrano essere sempre le stesse: poca continuità e dipendenza dai singoli. Mancherà Leiva, pedina fondamentale nell’equilibrio dei biancocelesti in uno schieramento che prevede la contemporanea presenza in campo di Immobile, Correa, Luis Alberto e Milinkovic-Savic.

Già, il serbo: in Coppa Italia il suo colpo di testa fece crollare il mondo addosso ai nerazzurri, sua vittima prediletta e con la quale nel dicembre 2017, nell’allora Atleti Azzurri d’Italia, mise a segno una doppietta in pochi minuti che rimontò il doppio vantaggio firmato Caldara e Ilicic.

Sarà l’osservato numero uno in una partita che si annuncia scoppiettante e probabilmente molto stimolante anche per i due allenatori: si conoscono, si stimano, si sono sempre inventati qualcosa di nuovo per mettersi in difficoltà, con risultati spesso molto divertenti.

Non porterebbe in bacheca nessun trofeo ma vincere a Roma avrebbe davvero un sapore simile a quello di una piccola rivincita. 

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