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Deproducers a Bergamo: quando la musica è scienza

Alle 21, saranno al Teatro Creberg ospiti di BergamoSscienza 2019 per presentare DNA

C’è un legame imprescindibile tra la musica e l’universo, se l’una ti travolge, l’altro ti cattura. E se le regole che governano le armonie sono le stesse dei moti celesti, perché non studiare la scienza con la musica?

Fortunatamente esistono i Deproducers, progetto nato dall’incontro di quattro musicisti, che, da umili sognatori di professione, hanno messo la propria arte al servizio di una verità più grande: il sapere scientifico. Non sono semplici artisti, ma sperimentatori del suono e dei linguaggi. Vittorio Cosma, pianista, compositore, nonché direttore artistico della notte della Taranta, Max Casacci, appassionato di prog e una delle anime fondanti dei Subsonica, Riccardo Sinigallia, cantautore e produttore, Gianni Maroccolo, un alchimista musicale, fondatore dei Litfiba e dei C.S.I. Venerdì 18 ottobre, ore 21, saranno al Teatro Creberg ospiti di Bergamoscienza 2019 per presentare DNA, il nuovo progetto di AIRC e dei Deproducers, con la preziosa collaborazione del filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e la consulenza scientifica del professore e ricercatore Pier Paolo Di Fiore. Si tratta di uno spettacolo appassionante che offre al pubblico un’esperienza immersiva, fatta di brani musicali inediti e immagini suggestive, da vivere all’interno di una cornice scenografica costruita per l’occasione.

“Mi chiamo Cosma, forse è per questo che sono appassionato di astronomia”, ironizza Vittorio, “il professore” del gruppo. Certo è, che le cose non accadono mai per caso, e che se c’è un criterio matematico che muove le stelle e i pianeti, che scandisce la vita sulla terra, forse è possibile trovare la logica di cuore a questo gioco di parole.

Musica, scienza, ricerca. Voi Deproducers siete dei grandi “curiosi”…

Sono sempre stato appassionato di scienze, affascinato dai misteri che a volte confinano con la filosofia. Sarà perchè mi chiamo “Cosma”. Musica e astronomia sono fortemente connesse perché entrambe si basano su leggi matematiche. La materia stessa è fatta da onde, come quelle sonore. C’è un forte nesso. È come se la musica spiegasse in maniere non razionale le leggi della fisica. Noi Deproducers siamo un collettivo, quattro spezie diverse da cui è nato un sound puro. Si dalla prima volta in cui ci siamo incontrati per suonare, è sorta l’esigenza di raccontare qualcosa. Siamo ormai “maturi” per raccontare delle cose e non limitarci solo alla musica strumentale. Per cui ho pensato alla scienza, alla verità come dato oggettivo, qualcosa che sta fuori di noi. Abbiamo capito che potevamo unire la recitazione del dato scientifico razionale alle emozioni irrazionali della musica per ottenere un risultato più potente della poetica.

Sul palco del Creberg ci sarò anche Telmo Pievani, filoso evoluzionista. Quale sarà il suo ruolo?

Telmo Pievani sarà il nostro Virgilio, ma non sarà un semplice compagno di viaggio: lo abbiamo scelto! Ci siamo resi conto che lui era il migliore, a lui doveva essere affidato il compito di condurre le danze. Noi musicisti cerchiamo di arrivare alla parte emotiva delle persone. Telmo è la chiave per la parte razionale: lui ci spiegherà che l’evoluzione sta nella diversità, senza di essa saremmo ancora degli esseri unicellulari. Questo è bello, poetico e politico allo stesso tempo, ma soprattutto è oggettivo, è la verità scientifica. Mi ha sempre affascinato il fatto che siamo composti da trentamila miliardi di cellule, diverse, il cui fine è il bene comune del corpo. Ognuno di noi è una società che si basa sul bene comune. In un’epoca di forte individualismi, di superficiale bisogno personale, trovo che questo sia un messaggio fortissimo dato dalla scienza, non opinabile.

DNA è il frutto della collaborazione con AIRC, come vi siete incontrati?

Con grande intelligenza ARIC ha scelto di divulgare il proprio messaggio, di affrontarlo come un fenomeno umano che si può arginare e sconfiggere. Lo ha fatto senza nascondersi ma affrontando il problema. Troviamo questa cosa seria e intelligente. Da qui la collaborazione per realizzare questo nostro ultimo progetto. Insieme a noi ci sarà anche Pier paolo Di Fiore, scienziato invidiato in tutto il mondo, che ha contribuito alla stesura dei testi.

Dopo sette anni dall’inizio del viaggio con i Deproducers cosa ha imparato?

Ho imparato che l’inizio della vita è un miracolo. Esseri norganici che non sono vivi, energia elettrica, fuoco raggi cosmici: la vita è una casualità miracolosa, generata da una proteina che ha la capacità di replicarsi e di muoversi. Questo è il grande mistero della scienza, il secondo dopo il big bang. Come è possibile che dal brodo primordiale è nato il primo replicante? Questo è ispirativi e poetico. Per questo bisogna avere cura dell’habitat in cui viviamo e degli esseri viventi in tutte le loro forme.

Cosa le ha insegnato la musica suonata con il filtro della scienza?

Ho scoperto la stessa cosa che ho imparato attraverso la scienza. Dobbiamo ascoltare più musica possibile, più persone possibili. Giriamo il mondo. Qualsiasi elemento di scambio e di non conosciuto che genera curiosità è sacro. Ho imparato tantissimo.

(Nell’immagine di copertina Deproducers con Telmo Pievani, foto Marco Pacini)

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