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Quanto le nostre convinzioni condizionano scelte e approcci

Alzarci la mattina con in testa l’idea che “oggi sarà una giornata stressante perché capiterà… eccetera eccetera” non ci predispone di sicuro a uno stato d’animo utile ad affrontare le difficoltà che sappiamo già che si verificheranno.

Buon giovedì e un cordiale benvenuto in questa pagina a tutti coloro che desiderano fare un po’ di chiarezza con se stessi. Come avete trascorso la settimana? Avete riflettuto sul fatto che, in ogni momento, è possibile vedere in modo diverso il mondo intorno a noi a seconda di COME ci poniamo?

Siete d’accordo che il noto bicchiere che molte persone vedono mezzo pieno, o mezzo vuoto, è sempre e comunque un bicchiere con dell’acqua dentro e non cambia affatto la realtà? CAMBIA il modo di percepirla, questo sì. Ed è ciò di cui vorrei parlarvi ora.

La prima volta, quando ci siamo presentati, vi ho detto che i Coach fanno domande. Oggi vorrei iniziare subito con quella che mi gira in testa da quando ho scoperto che la vita ci sorride se noi per primi la guardiamo sorridendo.

Facile? Dipende. Per alcuni potrebbe esserlo, per altri meno.

La domanda è la seguente: SAPPIAMO SCEGLIERE I NOSTRI PENSIERI?

Forse qualcuno non ci ha mai pensato, o forse non è stato “abituato” a farlo. Resta il fatto che, come scegliamo COSA mangiare, indossare, praticare, piuttosto che le persone con le quali trascorrere il nostro tempo, non dedichiamo la dovuta attenzione alla cura dei nostri pensieri. Parole e relative sensazioni che poi si generano sono dunque libere di girare nella nostra mente a loro piacimento, CONDIZIONANDO la nostra vita.

Vi faccio un esempio. Alzarci la mattina con in testa l’idea che “oggi sarà una giornata stressante perché capiterà… eccetera eccetera” non ci predispone di sicuro a uno stato d’animo utile ad affrontare le difficoltà che sappiamo già che si verificheranno.

Dire a noi stessi invece “sono consapevole che sarà una giornata impegnativa e, proprio per questo, mi voglio attivare per trovare le migliori soluzioni disponibili” è diverso. Risuona in modo differente nella nostra mente che, essendo strutturata proprio per risolvere situazioni complicate, si predispone, da subito, al lavoro da affrontare. Le difficoltà rimangono (non cambia la realtà),
si modifica il COME le gestiremo (cioè il nostro approccio ad esse).

Mi piace pensare che, come abbiamo acquisito nel tempo la capacità di svolgere le attività tipiche che pratichiamo abitualmente, possiamo fare altrettanto, semplicemente, concentrandoci anche sui nostri pensieri.

Cosa determina le nostre scelte? Le convinzioni che abbiamo.

Che cos’è una convinzione? È un’idea radicata che non mettiamo in discussione e che pertanto noi crediamo vera.

Da quando nasciamo, cresciamo assimilando miliardi di informazioni che arrivano dall’esterno, dalla famiglia, dagli insegnanti, dalla scuola, dalla società, dalle amicizie e, attraverso queste personali informazioni, plasmiamo la nostra realtà individuale.

Una realtà “nostra” con la quale vediamo, sentiamo e percepiamo noi stessi, gli altri, le cose, gli eventi e il mondo. Infatti si parla di realtà soggettiva, in quanto non è mai univoca per tutti (il famoso mezzo bicchiere).

Come si creano dunque le nostre convinzioni? Attribuendo significati specifici agli eventi. Il nostro cervello tende a generalizzare e, quando viviamo una particolare esperienza, propende a farci credere che situazioni simili potrebbero portare al medesimo risultato.

Ed ecco come nasce la nostra convinzione. Noi agiamo in base a come pensiamo. Da qui la necessità di formulare i nostri pensieri in modo sano, costruttivo, evitando di giudicare a priori e, di conseguenza, agire poi in base a convincimenti limitanti.

Oggi voglio concentrare la vostra attenzione sulle cosiddette convinzioni “potenzianti”, quelle cioè in grado di allargare la nostra mappa mentale elevandoci a un livello in grado di produrre risultati inaspettati. Immaginiamo dunque una persona che abbia appena ricevuto una notizia così terribile da stravolgerle la vita. Pensiamo per esempio a una grave malattia, la perdita di una persona cara, un cambio epocale in ambito lavorativo.

Che cosa le impedisce di farsi sopraffare e precipitare in un baratro di disperazione? La consapevolezza che esista qualcosa che la possa aiutare a portare questo peso rendendola più forte. Se vi dicessi per esempio il nome di Alex Zanardi quale sarebbe la prima immagine che vi verrebbe in mente? Credo che per la maggior parte di noi la risposta sia una: la visione di un grande campione che non si è mai arreso, nonostante le vicissitudini che la vita ha posto sul suo cammino. Un eroe animato dalla CONVINZIONE di potercela fare, nonostante tutto, senza mai mollare.

Qual è dunque il significato che tutti noi possiamo trarre da questa esperienza? Che una persona con una convinzione radicata di possibilità PUO’ avere più opportunità rispetto a una che ne è priva. Semplicemente questo. Vi invito a verificare di persona.

Iniziare a scegliere che cosa pensare, curare con amore e fiducia la qualità delle parole che decidiamo di far risiedere all’interno della nostra mente genera la incredibile sensazione di possibilità che innesca nel nostro cervello tutta una serie di meccanismi potenzianti.

Basti pensare a COME ci sentiamo DOPO aver risolto brillantemente una problematica che credevamo all’inizio insormontabile. Quindi, proprio ripensando a quella piacevole sensazione, perché non crearla PRIMA volontariamente invece di aspettare che si verifichi (forse) a posteriori?

La prossima volta parleremo invece delle convinzioni cosiddette “limitanti”, dei danni che producono, giorno dopo giorno, nel nostro ambito quotidiano, e di COME, con un po’ di impegno e la volontà di farlo, TRASFORMARLE IN CONVINZIONI POTENZIANTI.

Buona riflessione e ricordatevi sempre che niente è immobile, tutto si trasforma, e, soprattutto, DIPENDE DA VOI!

(Immagine di copertina di  Jp Valery da Unsplash)