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Il campione Alex Zanardi: “La vita mi ha sfidato e mi ha offerto un’altra occasione” foto

Il pluricampione paralimpico ha preso parte all'appuntamento in programma nella serata di martedì 15 ottobre

Standing ovation e commozione a Bergamo per il campione Alex Zanardi: “La vita è una, ma ogni giorno può restituire un risultato. È per questo motivo che va riempita di onesti tentativi ancor più che di grandi performance”.

È questo il messaggio che Zanardi ha consegnato ai numerosi studenti che hanno partecipato a “UniBg senza limiti”, appuntamento organizzato dall’Università di Bergamo e dal Centro Sportivo Universitario.

Accolto da un caloroso applauso, il fuoriclasse bolognese ha dialogato con il presidente del Comitato per lo sport universitario Stefano Tomerelli sottolineando l’importanza di individuare un obiettivo da perseguire durante la propria esistenza.

“La vita ci offre un po’ di vantaggio, in particolare quando si è giovani. Ciò non significa che non ci si possa divertire e investire il proprio tempo in cose più banali, tuttavia è fondamentale non scordarsi che si riprenderà lo spazio concesso e quindi è necessario scegliere la strada da seguire – ha sottolineato Zanardi -. Per esempio nel 2009, quando gareggiavo nel Mondiale WTCC con la BMW, ho scelto di metter in stand-by questa disciplina e di puntare sull’handbike. In apparenza poteva sembrare una pazzia, ma dopo il successo di Londra 2012 ho notato il travolgente entusiasmo che si era creato”.

“Lo sport insegna che bisogna sempre esser pronti ad imparare anche quando si è un campione affermato e l’esistenza pone delle difficoltà in apparenza insormontabili – ha dichiarato il rettore Remo Morzenti Pellegrini -. Alex è una persona che vive letteralmente questo settore e che ogni volta è in grado di superare i propri limiti e alzare ulteriormente l’asticella”.

Quattro volte medaglia d’oro nel paraciclismo, il fuoriclasse emiliano ha ripercorso alcune tappe della propria carriera e ha ricordato l’incidente del 2001.

“Non appena sono uscito dal coma farmacologico e ho aperto gli occhi, ho sentito la voce di mia moglie Daniela che mi raccontava di quanto mi era accaduto e dell’amputazione delle gambe, ma che al tempo stesso annunciava che i medici erano ottimisti e che con buona probabilità avrei potuto tornare a camminare con delle protesi – ha osservato l’ex pilota di Formula 1 -. A quel punto la prima cosa che le ho chiesto era se non avessi rischiato di morire e, alla sua risposta positiva, le ho detto che tutti i problemi si sarebbero risolti e che in quel momento avrei voluto soltanto dormire. Ero sincero, poichè, nonostante il dolore, avevo portato a casa un’occasione irripetibile”.

Diversi i progetti illustrati nel corso dell’incontro, fra i quali il programma Dual Career, ideato dall’ateneo orobico per favorire la doppia carriera di studente-atleta.

“La proposta è nata alcuni anni fa e ha l’obiettivo di sostenere alcuni giovani nel loro percorso sia accademico che sportivo – ha spiegato Rosella Giacometti, rappresentante nel consiglio direttivo CUS Dual Career, servizi sportivi alla persona e innovazione a favore della disabilità -. Si tratta di un esempio unico a livello lombardo e che attualmente riguarda 15 atleti i quali, oltre ad esser affiancati da un tutor, hanno la possibilità di dialogare con alcuni docenti secondo le proprie esigenze”.

Numerosi inoltre i percorsi presentati a sostegno dell’attività fisica senza barriere, come la palestra inclusiva e la creazione della carrozzina versatile.

“Partendo da alcuni test specifici e con l’ausilio di un’equipè apposita, questa proposta permette a coloro che volessero accostarsi o riaccostarsi a questo ambiente di intraprendere un cammino specifico – ha concluso Giacometti -. Grazie alle attrezzature di cui siamo in possesso è possibile svolgere anche esercizi in carrozzina, un mezzo su cui, a partire dal 2014, abbiamo lavorato sino a realizzare un modello che consenta ad individui paraplegici e tetraplegici di avvicinarsi al mondo dell’atletica leggera”.

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